Attacco informatico colpisce Ubuntu e Canonical: infrastruttura offline da oltre 24 ore
I server di Ubuntu e della sua società madre Canonical sono stati disattivati giovedì mattina e, a distanza di oltre 24 ore, non risultano ancora operativi. La situazione sta impedendo all’azienda di comunicare normalmente, complici anche le criticità emerse nella gestione di una vulnerabilità di rilievo.
Tentativi di accesso ai principali siti web di Ubuntu e Canonical, così come ai server per il download degli aggiornamenti del sistema operativo, sono falliti ripetutamente nell’ultimo giorno. Tuttavia, gli aggiornamenti distribuiti tramite mirror (siti specchio) continuano a funzionare senza problemi.
Sulla pagina ufficiale di stato di Canonical si legge:
«L’infrastruttura web di Canonical è sotto un attacco informatico prolungato e transnazionale. Stiamo lavorando per risolverlo.»
Nessuna comunicazione ufficiale da Ubuntu e Canonical
Da quando l’attacco ha colpito, né Ubuntu né Canonical hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali oltre all’aggiornamento sulla pagina di stato. La situazione rimane critica, con l’azienda che non fornisce ulteriori dettagli sulle cause o sulla tempistica di risoluzione.
Gruppo filo-iraniano rivendica l’attacco
Un gruppo simpatizzante del governo iraniano ha rivendicato la responsabilità dell’attacco informatico. Secondo quanto riportato su Telegram e altri social media, il collettivo avrebbe utilizzato Beam, uno strumento che, pur presentandosi come un test di resistenza dei server, è in realtà un servizio a pagamento per attacchi DDoS (Distributed Denial of Service).
Negli ultimi giorni, lo stesso gruppo ha rivendicato anche attacchi contro eBay e altri obiettivi di rilievo. Gli esperti di sicurezza sottolineano che tali operazioni, spesso camuffate da test di carico, sono in realtà armi informatiche utilizzate per paralizzare siti e servizi.
Impatto sugli utenti Ubuntu
Gli utenti che cercano di scaricare aggiornamenti tramite i server ufficiali di Ubuntu potrebbero incontrare difficoltà. Tuttavia, chi utilizza mirror terzi (come quelli di aziende partner o comunità open source) non dovrebbe riscontrare problemi. Canonical invita a verificare la disponibilità dei servizi tramite canali alternativi fino alla risoluzione dell’incidente.
La situazione rimane in evoluzione e ulteriori aggiornamenti sono attesi non appena l’azienda ripristinerà le normali operatività.