Un finale complesso per una stagione altrettanto intensa
Essere fan de The Pitt in un’epoca di discussioni online sempre più vivaci e rumorose non è mai stato semplice. HBO Max ha regalato agli spettatori una serie medica lineare ma affascinante, che ha chiuso la sua seconda stagione con un episodio che ha posto al centro il crollo emotivo del dottor Robby (Noah Wyle). Non è stato un finale facile nemmeno per la dottoressa Al-Hashimi (Sepideh Moafi), mentre i medici e gli infermieri del turno diurno del Pittsburgh Trauma Medical Center hanno finalmente trovato un momento di tregua, tra fuochi d’artificio del 4 luglio e una sessione di karaoke catartico.
Un finale che non offre chiusure definitive
Una particolarità di The Pitt è il suo formato in tempo reale, che non concede spazio a chiusure definitive. Il finale della seconda stagione lascia molte domande aperte: cosa ne sarà di Mohan e Al-Hashimi? Riusciranno Langdon e Santos a risolvere i loro conflitti? La serie, però, rimane fedele alla realtà: quando il personale del PTMC conclude la giornata, sa che il giorno successivo, la settimana o l’anno seguente saranno altrettanto faticosi. La stanchezza si legge sui loro volti mentre osservano i fuochi d’artificio.
È stato rassicurante vedere il team brevemente rilassarsi insieme. Poiché The Pitt raramente si allontana dall’ospedale, è stato piacevole assistere a Santos e Mel che intonavano You Oughtta Know. Il karaoke dopo una giornata stressante è terapeutico.
Il crollo di Robby e il suo percorso di redenzione
Per Robby, anni di lavoro in un loop senza fine sembrano aver finalmente raggiunto il punto di rottura. Nel finale, confessa ad Abbot di essere sull’orlo del precipizio. Nonostante il suo stato emotivo abbia portato a momenti di violenza nei confronti di Samira, l’episodio riesce a ricordare a lui (e agli spettatori) perché un medico del pronto soccorso affronta tutto questo. Significativo è il fatto che, dopo aver rivelato all’inizio della stagione il suo desiderio di morte, Robby si chiuda tenendo tra le braccia Baby Jane Doe, parlandole delle meraviglie che la attendono. Le espressioni di Wyle trasmettono con forza la portata di questo momento per il personaggio.
Gran parte della seconda stagione è stata dedicata al confronto di Robby con i suoi demoni, quindi non sorprende che il finale si sia concentrato su di lui. È stato un sollievo vedere McKay, Mel, Santos e Samira finalmente terminare il loro lavoro: un promemoria di tutto ciò che hanno affrontato nelle ultime 15 ore, dalle morti tragiche dei pazienti alle deposizioni.
Il passaggio al turno notturno: una nuova prospettiva?
Un obiettivo chiave del finale è preparare il terreno per un eventuale spin-off ambientato nei turni notturni. Il nuovo team viene presentato come più leggero (si pensi alla scena tra Shen ed Ellis con il cadavere in sala d’attesa) e con uno scopo ben preciso. Tuttavia, rimane il dubbio su come un nuovo show possa distinguersi dall’originale. Se