Farmer Alfalfa parte per la città con un vecchio camion stracolmo di mais. Il veicolo è sul punto di cedere. Dopo aver venduto il raccolto a Grocer Cat, usa il denaro per acquistare un camion nuovo. In un altro momento, vende frutta e verdura e reinveste i guadagni nei negozi locali: dal sarto Stitches al fabbro Blacksmith Fox. Quest'ultimo, a sua volta, utilizza i soldi per acquistare ferro per la sua attività, mentre Stitches compra un frullino per preparare il fudge in famiglia. Benvenuti nel mondo affollato, laborioso e pro-mercato di Richard Scarry, autore e illustratore di libri per bambini amatissimo tra gli anni '50 e '80.

Se siete cresciuti nella seconda metà del Novecento, probabilmente avete sfogliato almeno uno dei suoi oltre 150 libri. Scarry, scomparso nel 1994, ha lasciato un'eredità culturale che va ben oltre la sua epoca. Le storie di Alfalfa, tratte dal celebre Che cosa fanno tutti quanti? (1968), sono ambientate a Busytown, una cittadina popolata da professionisti di ogni tipo: falegnami, elettricisti, postini, marinai, casalinghe, controllori di volo e molti altri.

Oltre a intrattenere, i libri di Scarry spiegano con chiarezza processi industriali spesso sconosciuti ai giovani lettori di oggi: dalla trasformazione del grano in pane, del cotone in vestiti, degli alberi in carta, del carbone in elettricità. Alcuni dettagli potrebbero oggi apparire datati, ma proprio questo li rende anche una lezione di storia.

I miei figli, di 2 e 4 anni, adorano capitoli come La storia dei semi e come crescono o Costruire una nuova strada. Sono affascinati anche dai personaggi bizzarri di Busytown, come Gorilla Bananas, il simpatico ladro di frutta del quartiere, e Lowly Worm, il verme che compare inaspettatamente in ogni vicenda.

Ma la caratteristica più sorprendente di questi libri è la loro promozione, semplice e naturale, dell'economia di mercato. Scarry mostra ripetutamente come il capitalismo possa avvantaggiare sia venditori che acquirenti. I personaggi di Busytown utilizzano le proprie competenze per offrire prodotti e servizi ai vicini, guadagnando denaro che reinvestono per soddisfare i bisogni familiari o far crescere le proprie attività. L'aspetto più interessante? Questo messaggio non è mai imposto con tono didascalico. Non c'è un manifesto ideologico: l'autore difende il libero mercato semplicemente descrivendo il modo in cui funziona, con naturalezza e simmetria.

Può sembrare strano associare il realismo a un universo popolato da animali antropomorfi che guidano veicoli a forma di cetriolo. Eppure, nella fantasia di Busytown, realismo e bizzarria si fondono per trasmettere verità economiche basilari. Un equilibrio raro, che rende questi libri ancora oggi un esempio di come la narrativa per l'infanzia possa educare senza essere pedante.

Fonte: Reason