Quasi tutte le distribuzioni Linux rilasciate a partire dal 2017 sono vulnerabili a un grave bug di sicurezza denominato Copy Fail, che consente a qualsiasi utente di ottenere privilegi amministrativi. La vulnerabilità, identificata con il codice CVE-2026-31431, è stata resa pubblica mercoledì e sfrutta un semplice script Python funzionante su tutte le distribuzioni vulnerabili.
Secondo quanto riportato dalla società di sicurezza Theori, che ha scoperto la falla, l'exploit non richiede "offset per distribuzione, controlli di versione o ricompilazione". Questo significa che l'attacco può essere eseguito in modo uniforme su sistemi diversi senza adattamenti specifici.
Il ricercatore DevOps Jorijn Schrijvershof ha sottolineato su un blog come la pericolosità di Copy Fail risieda anche nella sua capacità di passare inosservato ai sistemi di monitoraggio. La mancanza di modifiche necessarie per ogni distribuzione Linux lo rende particolarmente insidioso, poiché non richiede configurazioni complesse per essere sfruttato.
La scoperta è avvenuta grazie all'utilizzo di strumenti avanzati di analisi automatizzata, che hanno permesso di identificare la vulnerabilità prima che potesse essere ampiamente sfruttata. Gli esperti di sicurezza consigliano agli amministratori di sistema di applicare tempestivamente le patch disponibili per mitigare il rischio.