Sottodomini abbandonati: il punto debole delle università

I siti web di alcune delle università più prestigiose al mondo, tra cui Berkeley, Columbia e Washington University in St. Louis, hanno diffuso contenuti pornografici espliciti e pagine truffaldine a causa di una gestione approssimativa dei sottodomini da parte degli amministratori.

Secondo il ricercatore Alex Shakhov di SH Consulting, centinaia di sottodomini appartenenti ad almeno 34 università sono stati sfruttati da truffatori. Tra gli esempi più eclatanti:

  • hXXps://causal.stat.berkeley.edu/ymy/video/xxx-porn-girl-and-boy-ej5210.html – Video pornografico
  • hXXps://conversion-dev.svc.cul.columbia[.]edu/brazzers-gym-porn – Contenuti per adulti
  • hXXps://provost.washu.edu/app/uploads/formidable/6/dmkcsex-10.pdf – File PDF truffaldino

In un caso, una pagina falsa avvertiva l’utente di un’infezione da malware e lo invitava a pagare per rimuoverlo, una classica truffa online.

Come avviene l’attacco: il ruolo dei CNAME dimenticati

Shakhov ha spiegato che i truffatori, collegati al gruppo Hazy Hawk, sfruttano un errore di gestione dei sottodomini. Quando un’università crea un sottodominio come provost.washu.edu, viene registrato un CNAME che associa l’URL all’indirizzo IP del server. Se il sottodominio viene dismesso senza rimuovere il record, il dominio base (ad esempio washu.edu) rimane esposto.

I truffatori registrano quindi il dominio scaduto e lo utilizzano per reindirizzare gli utenti verso contenuti dannosi o illegali. Google, nel frattempo, continua a indicizzare queste pagine, rendendo l’attacco ancora più pericoloso.

Le conseguenze per le università

Oltre al danno d’immagine, le istituzioni colpite rischiano:

  • Perdita di fiducia da parte di studenti e docenti
  • Rischio di infezioni da malware per gli utenti
  • Danneggiamento del posizionamento SEO a causa di contenuti indesiderati

Shakhov ha sottolineato che la soluzione richiede una revisione costante dei record DNS e una maggiore attenzione nella gestione dei sottodomini.

«Le università devono trattare i sottodomini come asset critici. Un errore di gestione può trasformarsi in una porta aperta per truffatori e criminali informatici.»

— Alex Shakhov, ricercatore SH Consulting

Cosa possono fare le università?

Per prevenire attacchi simili, gli esperti consigliano:

  • Monitoraggio costante dei sottodomini attivi e dismessi
  • Pulizia regolare dei record DNS obsoleti
  • Blocco tempestivo dei domini registrati da terzi dopo la scadenza
  • Formazione del personale sulla sicurezza informatica

Solo con una gestione rigorosa sarà possibile evitare che il prestigio di queste istituzioni venga ulteriormente compromesso.