Bitcoin ha superato la soglia degli 82.000 dollari, trainato da un improvviso e significativo miglioramento delle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran. Secondo i dati di CryptoSlate, la criptovaluta ha esteso una settimana di recupero, accumulando un rialzo superiore al 7% in pochi giorni, dopo che il presidente Donald Trump ha deciso di interrompere temporaneamente un'operazione militare statunitense nello Stretto di Hormuz.

Il movimento al rialzo di Bitcoin ha provocato la liquidazione di oltre 200 milioni di dollari in posizioni corte (short) nell'arco delle ultime 24 ore, come riportato da CoinGlass. Questo evento si è verificato in concomitanza con la notizia di un possibile accordo tra Usa e Iran, che ha ridotto il timore di un conflitto prolungato in una delle rotte energetiche più strategiche al mondo.

Il crollo del prezzo del petrolio ha ulteriormente sostenuto il mercato delle criptovalute. Il Brent ha perso il 10%, scendendo a 97 dollari al barile, mentre il WTI ha registrato un calo del 9,82%, arrivando a 88 dollari al barile. Questi movimenti hanno eliminato gran parte del premio al rischio geopolitico accumulato dalla fine di febbraio.

La tregua nello Stretto di Hormuz

Il cambiamento di scenario è stato innescato dalla decisione di Trump di sospendere temporaneamente "Project Freedom", l'operazione militare statunitense volta a riaprire lo Stretto di Hormuz ai mercantili bloccati. Il presidente ha dichiarato che la pausa sarebbe stata breve, nell'ambito di un test per verificare la possibilità di raggiungere un accordo definitivo con l'Iran. Questa mossa segna un'inversione di tendenza dopo settimane di pressione militare in una delle aree più critiche per il commercio energetico globale, dove le restrizioni alla navigazione avevano alimentato la volatilità nei mercati del greggio, dei prodotti raffinati e dell'energia asiatica.

La decisione è stata seguita da notizie secondo cui Stati Uniti e Iran stanno lavorando a una intesa preliminare per porre fine al conflitto e aprire la strada a negoziati più ampi. Il framework proposto, guidato dagli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner, mira a normalizzare il transito commerciale nello Stretto di Hormuz e a gettare le basi per una soluzione più ampia.

In un post su Truth Social, Trump ha scritto:

"Se l'Iran rispetterà quanto concordato, cosa che forse è un'assunzione ottimistica, la leggendaria Epic Fury giungerà al termine e il blocco altamente efficace consentirà allo Stretto di Hormuz di essere APERTO A TUTTI, inclusa l'Iran."

Anche Teheran ha adottato un tono più conciliante. La marina dei Guardiani della Rivoluzione iraniani ha dichiarato che il transito nello Stretto di Hormuz è sicuro, citando la fine delle minacce statunitensi e nuove procedure per le navi che attraversano la zona. I Guardiani non hanno fornito dettagli sulle misure adottate, ma hanno ringraziato armatori e capitani per aver rispettato le regole iraniane.

Effetti sui mercati e sulle criptovalute

Per i mercati finanziari, gli effetti di questi sviluppi sono stati immediati. Il crollo dei prezzi del petrolio ha ridotto il premio al rischio legato a possibili interruzioni nello Stretto di Hormuz. Questo ha offerto a Bitcoin e ad altri asset rischiosi un contesto macroeconomico più favorevole, poiché il calo dei prezzi energetici ha attenuato il timore che uno shock energetico potesse alimentare l'inflazione, ritardare i tagli dei tassi della Federal Reserve e stringere le condizioni finanziarie.

Bitcoin, in particolare, ha beneficiato di un aumento della domanda istituzionale, consolidando la sua posizione sopra gli 82.000 dollari e avvicinandosi a una zona di resistenza che gli operatori stanno monitorando da tempo.