L’espansione dell’intelligenza artificiale ha portato con sé una nuova ondata di infrastrutture digitali: i centri dati. Queste strutture, necessarie per alimentare modelli di AI sempre più avanzati, stanno diventando ospiti sgraditi in molte comunità locali.
Oltre ai consumi energetici e idrici, ora si aggiunge un’altra preoccupazione: secondo l’Environmental and Energy Study Institute (EESI), alcuni centri dati emetterebbero frequenze ultra-basse (infrasuoni), simili ai bassi potenti di un festival EDM. Queste vibrazioni, non rilevabili dai normali misuratori di decibel, creerebbero un ronzio inquietante per chi abita nelle vicinanze.
Come riportato da Tom’s Hardware, i critici sostengono che questi infrasuoni, generati da server, sistemi di raffreddamento e generatori, potrebbero provocare insonnia, nausea, ansia e mal di testa. Ma si tratta di timori fondati o di mere speculazioni?
Storicamente, affermazioni simili sono state avanzate contro le turbine eoliche, spesso senza prove scientifiche solide. Tuttavia, esistono studi che suggeriscono come i suoni inudibili possano influenzare il benessere psicologico. La comunità scientifica attende ulteriori ricerche per fare chiarezza.
Indipendentemente dagli infrasuoni, i centri dati sono notoriamente rumorosi. Uno studio del 2025 pubblicato su Eco-Environment Health ha rilevato che all’interno di queste strutture il livello sonoro può raggiungere i 96 decibel, ben al di sopra della soglia di rischio per danni uditivi (85 decibel).