Meta sotto attacco interno per il monitoraggio delle attività dei dipendenti

Un'iniziativa di Mark Zuckerberg per tracciare le attività dei dipendenti al computer sta scatenando una rivolta interna a Meta. Un ingegnere dell'azienda ha pubblicato un post interno, letto da quasi 20.000 colleghi, in cui definisce il progetto un "invasione della privacy".

«Egoisticamente, non voglio che il mio schermo venga analizzato perché mi sembra una violazione della mia privacy», ha scritto l'ingegnere. «Ma guardando più in là, non voglio vivere in un mondo in cui gli esseri umani — dipendenti o meno — vengano sfruttati per i loro dati di addestramento».

Il progetto, chiamato Model Capability Initiative, monitora i movimenti della tastiera, i dati del mouse e registra gli schermi dei dipendenti mentre utilizzano determinate applicazioni. Secondo la dirigenza di Meta, questi dati serviranno ad addestrare i modelli di IA dell'azienda, che dovrebbero imparare a comprendere come le persone completano le attività quotidiane al computer.

Privacy a rischio e morale in picchiata

Nonostante le rassicurazioni del chief technology officer Andrew Bosworth sulla gestione "rigorosa" dei dati, molti dipendenti considerano il progetto una chiara violazione della loro privacy. La situazione si aggrava in un contesto già critico: Meta ha recentemente annunciato il licenziamento del 10% dei dipendenti, circa 8.000 persone, e ora richiede un uso massiccio di strumenti di IA per aumentare la produttività, rendendo l'utilizzo dell'IA un fattore nelle valutazioni delle performance.

La frustrazione dei dipendenti è palpabile. Una petizione per fermare il progetto circola internamente da una settimana e chiede che «non diventi la norma per le aziende, di qualsiasi dimensione, sfruttare i propri dipendenti estraendo i loro dati senza consenso per l'addestramento dell'IA». I dipendenti hanno iniziato a diffondere volantini nelle aree comuni, come mense e bagni, per promuovere la petizione.

Ironia e preoccupazione per il futuro

Le critiche al progetto non mancano di un certo sarcasmo: Meta, tra le grandi aziende tech, è nota per il suo pessimo track record sulla privacy, come dimostrato dallo scandalo Cambridge Analytica. Ora, i suoi stessi dipendenti si trovano a contestare un sistema che considerano altrettanto invasivo.

«I licenziamenti, i tagli al budget, anni di intensità e richieste di efficienza hanno contribuito a un crescente senso di disagio», ha scritto l'ingegnere nel suo post. «La Model Capability Initiative è un microcosmo del movimento dell'IA: è solo un piccolo passo, ma rappresenta il tipo di sistemi che le persone saranno costrette a costruire».

La protesta interna riflette una tensione più ampia all'interno di Meta, dove la spinta verso l'IA e l'ottimizzazione dei costi stanno mettendo a dura prova il morale dei dipendenti.

Fonte: Futurism