La rappresentante statunitense Sheri Biggs del South Carolina ha dichiarato un investimento fino a 250.000 dollari in esposizione a Bitcoin tramite l'iShares Bitcoin Trust (IBIT), uno degli acquisti singoli più consistenti mai effettuati da un membro del Congresso in carica.

La transazione, compresa tra 100.001 e 250.000 dollari, è stata registrata il 4 marzo 2026 e resa pubblica a metà aprile, in linea con gli obblighi di trasparenza previsti dallo STOCK Act.

Biggs si unisce così a un gruppo di politici statunitensi che stanno aumentando la propria esposizione finanziaria al settore crypto, tra cui il senatore David McCormick e il rappresentante Brandon Gill, che negli ultimi mesi hanno dichiarato investimenti per centinaia di migliaia di dollari in ETF Bitcoin.

Gruppi di advocacy crypto avevano già evidenziato il sostegno di Biggs alle criptovalute, e questa nuova dichiarazione rafforza l’idea che i legislatori stiano acquisendo un interesse diretto in un asset che contribuiscono a regolamentare.

Bitcoin e il contesto geopolitico

L’annuncio arriva in un momento in cui Bitcoin, pur non raggiungendo i massimi recenti, rimane al centro del dibattito a Washington sulla regolamentazione delle criptovalute e sulla possibile adozione di una riserva federale in Bitcoin.

Oggi, il prezzo di Bitcoin ha superato i 77.000 dollari dopo che l’Iran ha annunciato la piena riapertura dello Stretto di Hormuz nell’ambito di una tregua decennale legata a sforzi di de-escalation tra Israele e Hezbollah in Libano. La notizia ha ridotto le preoccupazioni per un possibile shock all’offerta energetica globale, scatenando un’ondata di ottimismo sui mercati finanziari.

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha confermato che la rotta commerciale rimarrà aperta a tutte le navi per i prossimi dieci giorni, garantendo stabilità temporanea in una regione da settimane sotto tensione. Il presidente Donald Trump ha commentato su X che lo stretto è «completamente aperto e pronto al transito», alimentando aspettative di un possibile dialogo diplomatico con Teheran nei prossimi giorni.

I mercati hanno reagito prontamente: i prezzi del petrolio sono scesi con la riduzione del premio di rischio geopolitico, mentre azioni e criptovalute hanno registrato rialzi. Bitcoin ha recuperato la fascia tra 76.000 e 78.000 dollari, un livello che da febbraio ha più volte rappresentato una resistenza critica.

Con una liquidità ridotta e posizioni sovrapposte, Bitcoin si trova a un punto di svolta: una de-escalation geopolitica potrebbe spingere il prezzo oltre la resistenza, mentre nuove tensioni potrebbero riportarlo verso i 70.000 dollari.