I vertici del Partito Democratico statunitense hanno avviato questa settimana una serie di visite nelle cinque città finaliste per l’assegnazione della convention nazionale del 2028. Le candidate sono Atlanta, Boston, Chicago, Denver e Philadelphia, ciascuna pronta a presentare i propri vantaggi per aggiudicarsi l’evento.

La convention rappresenta un’occasione cruciale per il partito: un palcoscenico nazionale per promuovere la futura candidatura presidenziale e cercare di riconquistare la Casa Bianca dopo le elezioni del 2024. Oltre alla visibilità politica, l’evento garantisce un significativo impulso economico grazie all’afflusso di decine di migliaia di delegati, giornalisti e sostenitori.

La competizione si fa agguerrita. Ogni città, supportata da alleati esterni, cerca di emergere promuovendo i propri punti di forza e, al contempo, evidenziando le debolezze delle rivali. Già circolano voci e critiche mirate:

  • Atlanta: carenza di hotel sindacalizzati;
  • Chicago: ha già ospitato la convention nel 2024;
  • Boston: associata all’immagine di “élite liberal”;
  • Denver: non è uno stato in bilico elettorale;
  • Philadelphia: sede della convention del 2016, anno della sconfitta di Hillary Clinton.

La scelta finale sarà il risultato di un mix di strategie politiche, risorse economiche, capacità logistica e, non ultimo, fattori emotivi legati al passato. Ad esempio, molti democratici ricordano con nostalgia la convention del 2008 a Denver, che contribuì alla vittoria di Barack Obama. Altri, invece, hanno ricordi dolorosi legati al 2016 a Philadelphia, quando la pubblicazione di migliaia di email interne del DNC da parte di WikiLeaks rivelò favoritismi verso Hillary Clinton, preludio alla sconfitta elettorale di novembre.

La decisione spetta a una commissione guidata da Ken Martin, presidente del Comitato Nazionale Democratico (DNC), e da Alex Hornbrook, direttore esecutivo della convention del 2024. Tra i membri coinvolti nel processo figurano anche il vicepresidente del DNC Malcolm Kenyatta, la rappresentante Joyce Beatty (Ohio) e i presidenti finanziari nazionali Chris Korge e Chris Lowe.

«La convention nazionale democratica è la nostra più grande opportunità per celebrare il nostro futuro candidato presidenziale sul palco nazionale», ha dichiarato Martin a Axios.

La logistica gioca un ruolo chiave: il numero di camere d’albergo disponibili, la vicinanza alle sedi congressuali e la capacità organizzativa sono elementi determinanti. Ad esempio, il governatore dell’Illinois JB Pritzker riuscì nel 2024 a far assegnare a Chicago la convention grazie a una raccolta fondi che garantiva di non lasciare debiti al partito.

Mentre i democratici si confrontano, i repubblicani hanno già scelto Houston come sede della loro convention del 2028. Ora la palla passa al DNC, che dovrà bilanciare ambizioni politiche, risorse economiche e sensibilità storiche per compiere una scelta che potrebbe influenzare il futuro del partito.

Fonte: Axios