Esistono 21 milioni di Bitcoin. Un numero fisso, codificato nel protocollo, finito. Una delle decisioni progettuali più rivoluzionarie nella storia della moneta, eppure per molti rimane solo un concetto astratto. Cifre verdi che scendono su uno schermo nero, come in una scena di The Matrix, o un argomento dibattuto nei podcast. L’artista giapponese On Kawara ha trascorso quasi cinquant’anni a dipingere a mano una data su una tela ogni giorno: se non riusciva a finirla entro mezzanotte, la distruggeva. Anik Malcolm ha invece impiegato 900 ore per dipingere 21 milioni di perle. L’obiettivo è lo stesso: rendere tangibile l’astrazione, dare valore al conteggio, far sì che il lavoro conferisca significato.

The Whole Entire Universe è un progetto nato all’inizio del 2025 e giunto ora alla sua terza e più ambiziosa incarnazione: un dipinto a olio di grandi dimensioni in cui ogni Bitcoin è rappresentato da una perla dipinta a mano. L’opera, frutto di oltre 900 ore di lavoro, debutterà al Bitcoin 2026 presso il The Venetian Resort di Las Vegas.

L’idea di partenza era semplice: mostrare 21 milioni di qualcosa. Ma nel processo di realizzazione, Malcolm ha scoperto una struttura matematica sorprendentemente complessa, quasi un tesseract — una forma che svela nuove dimensioni man mano che la si osserva. Ventuno milioni non si dividono perfettamente in un cubo: la sua radice cubica è un numero irrazionale. Arrotondando al numero intero più vicino, 276, e elevandolo al cubo, si ottiene 21.024.576 — esattamente 24.576 in più rispetto a 21 milioni. Questo surplus si divide equamente per sei (uno per ogni faccia del cubo), ottenendo 4.096 perle da rimuovere per lato. La radice quadrata di 4.096 è 64 — un quadrato perfetto e una potenza di due. Questo significa che le aree rimosse possono essere dimezzate ripetutamente: da 64×64 a 32×32, fino a 16×16, fino a 2×2. Una struttura che rispecchia con precisione il meccanismo di halving di Bitcoin.

Per Malcolm, l’opera non è una semplice illustrazione del Bitcoin, ma una natura morta che lo rappresenta. La raffigurazione più letterale possibile, resa in una forma così strutturalmente significativa da attirare l’attenzione di Adam Back, uno dei fondatori di Bitcoin. Da bozze iniziali esposte a Lugano a rendering digitali, fino al dipinto a olio in mostra a B26 — e a una futura scultura pubblica monumentale a Roatán — The Whole Entire Universe continua a richiedere una tela sempre più grande.

Un dialogo creativo che ha dato vita a un capolavoro

Ho parlato con Anik Malcolm di come una domanda semplice abbia prodotto una risposta straordinaria.

Bitcoin Magazine: The Whole Entire Universe è nato da una premessa apparentemente semplice: creare un’opera d’arte che mostri 21 milioni di qualcosa. Come sei arrivato a questa idea e cosa hai provato quando tua moglie — anch’essa artista e gioielliera — ti ha suggerito di rappresentarlo come un cubo di perle? Come funziona per voi lo scambio creativo tra partner?

Anik Malcolm: L’impulso originale era letteralmente quello di... [continua]