Il Manitoba potrebbe diventare la prima provincia canadese a introdurre un divieto all’uso dei social media per i minori. La proposta, ancora in fase di definizione, è stata annunciata dal premier Wab Kinew durante un evento di raccolta fondi e su X (ex Twitter).
Secondo Kinew, le piattaforme digitali sfruttano l’attenzione dei giovani per fini commerciali, compromettendo la loro infanzia. «I nostri bambini non saranno mai in vendita, e la loro attenzione e la loro giovinezza non dovranno mai essere fonte di profitto», ha dichiarato.
Tuttavia, il premier non ha fornito dettagli chiave sulla misura: età minima di applicazione, tempistiche di attuazione e modalità di enforcement restano ancora da definire. Secondo quanto riportato da CBC, Kinew non ha risposto alle domande dei giornalisti dopo il suo intervento.
La proposta del Manitoba si inserisce in un contesto più ampio di restrizioni digitali in Canada. Il Partito Liberale, durante il suo congresso nazionale a Montréal, ha approvato misure per limitare l’accesso a social media e chatbot AI per gli under 16. In altre iniziative, si ipotizza addirittura un divieto per i minori di 14 anni, una soglia più restrittiva rispetto a quella recentemente introdotta in Australia.
Non mancano, però, i dubbi sull’efficacia di tali leggi. Un recente sondaggio della Molly Rose Foundation ha rivelato che la maggior parte degli adolescenti continua ad avere account su piattaforme vietate o trova modi per aggirare i blocchi. Una tendenza che solleva interrogativi sulla reale capacità di queste misure di proteggere i giovani.