Il Dipartimento di Stato statunitense starebbe valutando l’inserimento del volto di Donald Trump sui passaporti americani come parte delle celebrazioni per il progetto 'America 250', un’iniziativa che segnerà il 250° anniversario dell’indipendenza degli Stati Uniti nel 2026.
Secondo un’inchiesta esclusiva del Bulwark, questa ipotesi, se confermata, rappresenterebbe una novità assoluta nella storia dei documenti di viaggio statunitensi. Finora, infatti, nessun presidente in carica o ex presidente ha mai visto il proprio volto impresso su un passaporto americano.
La notizia solleva dubbi su un possibile uso politico delle istituzioni federali, soprattutto alla luce di una tendenza già osservata durante la presidenza Trump: l’inserimento del suo nome o della sua immagine in vari simboli e documenti governativi. Un esempio recente è la riprogettazione del logo del Dipartimento della Sicurezza Nazionale, che includeva la scritta 'Trump' in modo prominente.
La risposta delle istituzioni
In seguito alla pubblicazione dell’inchiesta, il Bulwark ha contattato sia la Casa Bianca che il Dipartimento di Stato per ottenere un commento ufficiale. Tuttavia, invece di una risposta diretta, la Casa Bianca ha indirizzato la stampa verso Fox News, senza fornire ulteriori chiarimenti.
Cosa prevede il progetto 'America 250'
Il progetto 'America 250' è un’iniziativa governativa volta a celebrare il 250° anniversario dell’indipendenza degli Stati Uniti nel 2026. Tra le proposte in fase di valutazione, oltre all’eventuale inserimento del volto di Trump sui passaporti, figurano anche:
- Nuovi design per monete e banconote;
- Modifiche ai simboli federali, come bandiere e stemmi;
- Eventi commemorativi in tutto il paese.
Secondo fonti interne al Dipartimento di Stato, la decisione finale sul design dei passaporti non è ancora stata presa, ma l’ipotesi di includere il volto dell’ex presidente è stata discussa in modo approfondito.
Reazioni e critiche
La notizia ha già scatenato un acceso dibattito tra i sostenitori e i critici dell’ex presidente. Mentre alcuni vedono in questa scelta un omaggio alla presidenza Trump, altri la interpretano come un abuso di potere istituzionale per fini personali.
«Questa decisione, se confermata, rappresenterebbe un pericoloso precedente, trasformando un documento ufficiale in uno strumento di propaganda politica», ha dichiarato un esperto di diritto costituzionale.
Il Bulwark continuerà a monitorare gli sviluppi e a chiedere chiarimenti alle istituzioni competenti.