Un sondaggio condotto da Strength in Numbers, piattaforma di analisi dati, e da Verasight, società di ricerche di mercato, rivela che il 55% degli americani sostiene l’avvio della procedura di impeachment contro il presidente Donald Trump da parte della Camera dei rappresentanti.
Tra i sostenitori, spicca un dato significativo: un elettore su cinque che ha votato per Trump nel 2024 si dichiara favorevole all’impeachment. Il campione, composto da 1.514 cittadini statunitensi, è stato intervistato tra il 10 e il 14 aprile 2025. Il 37% degli intervistati si oppone invece alla procedura, mentre l’8% non ha un’opinione definita.
Questi numeri, seppur provenienti da un singolo sondaggio, si inseriscono in un trend più ampio di calo dell’approvazione presidenziale. Secondo la media giornaliera del New York Times, basata su decine di rilevazioni, il tasso di approvazione di Trump è sceso al 38%. Solo il 27 gennaio 2025, a poco più di un mese dall’insediamento, la stessa media registrava un consenso del 52%.
Il calo è tanto più rilevante se si considera che, nel gennaio scorso, Trump aveva minacciato azioni di genocidio contro il popolo iraniano, scatenando forti reazioni anche tra i suoi stessi alleati politici.
Le difficoltà di un impeachment in Congresso
Nonostante l’opinione pubblica mostri un crescente malcontento, le possibilità di un effettivo impeachment rimangono estremamente ridotte. La Camera dei rappresentanti è a maggioranza repubblicana, così come il Senato, e anche all’interno del gabinetto presidenziale Trump gode di un ampio sostegno. Numerosi parlamentari hanno già avanzato richieste di impeachment o di applicazione del 25° emendamento, ma finora senza successo.
Tuttavia, come evidenziato in un recente articolo, se gli americani dovessero considerare le prossime elezioni di midterm come un referendum sulle politiche dell’amministrazione in carica, la situazione potrebbe cambiare radicalmente. Una sconfitta elettorale dei repubblicani potrebbe infatti aprire nuove strade per azioni contro il presidente.