Un giurì del Massachusetts ha assolto il ricevitore free agent Stefon Diggs dalle accuse di strangolamento e aggressione, secondo quanto riportato da più fonti. I giurati hanno impiegato circa 90 minuti per deliberare, tornando brevemente in aula per porre una domanda al giudice Jeanmarie Carroll, prima di emettere il verdetto di non colpevolezza su entrambi i capi d’accusa.

Il processo si è concluso in due giorni, con la lettura del verdetto avvenuta martedì presso il Dedham District Court. Secondo la testimonianza della ex collaboratrice domestica di Diggs, Jamila "Mila" Adams, l’attaccante NFL avrebbe schiaffeggiato e strangolato la donna durante una lite avvenuta a dicembre nella sua abitazione.

Diggs, che si è dichiarato non colpevole, era presente in aula per l’annuncio del verdetto. Durante la sua arringa finale, l’avvocato difensore Andrew Kettlewell ha sostenuto che la pubblica accusa non ha presentato «un solo elemento credibile» a sostegno delle accuse di aggressione.

La difesa ha inoltre evidenziato le richieste economiche avanzate da Adams, sollevando dubbi sul fatto che la disputa fosse legata a un presunto episodio di violenza o a questioni finanziarie.

«Non c’è stato alcun episodio di aggressione, strangolamento o violenza in quella giornata o in qualsiasi altro momento», ha dichiarato Kettlewell, citato dall’Associated Press.