Quando Sabastian Sawe, atleta keniota, ha tagliato il traguardo della maratona di Londra il 26 aprile 2026, un rappresentante Adidas attendeva ai bordi della pista per raccogliere le sue scarpe. Sul lato della scarpa è stato scritto il tempo record di Sawe, 1:59:30, e dopo alcune foto ufficiali, il modello Adizero Adios Pro Evo 3 è stato immediatamente spedito negli archivi Adidas a Herzogenaurach, in Germania. In quel momento, la scarpa è diventata la più veloce al mondo.

Sawe è stato il primo atleta a completare una maratona ufficiale in meno di due ore, seguito da Yomif Kejelcha (Etiopia) con 1:59:41. Tigist Assefa, sempre etiope, ha invece stabilito il record femminile in 2:15:41. Tutti e tre, sponsorizzati da Adidas, indossavano l’Evo 3.

Il modello Evo 3 non è solo il più leggero e performante mai realizzato da Adidas: rappresenta una vera e propria rivoluzione nel settore delle superscarpe. Dopo il debutto ufficiale il 23 aprile, la domanda è esplosa. Marc Makowski, vicepresidente senior dell’innovazione Adidas, ha rivelato che la prima edizione limitata di 200 paia è andata esaurita in meno di due minuti, con prezzi di rivendita che hanno superato i 4.000 dollari. Nei prossimi mesi sono previste ulteriori distribuzioni limitate, seguite da una versione commerciale più accessibile in occasione della maratona di Berlino a settembre.

Un simbolo di innovazione nel mondo delle superscarpe

Per Adidas, l’Evo 3 non è solo un successo commerciale, ma una dimostrazione di leadership nell’innovazione delle scarpe da corsa. Makowski ha paragonato la maratona al motorsport: «È il nostro circuito di Formula 1. Se vuoi dimostrare la credibilità di un marchio in termini di performance, è qui che lo fai».

La sfida per progettare la superscarpa più tecnologica è intensa e coinvolge anche Nike (con l’Alphafly 3), On (LightSpray) e Asics (Metaspeed Edge). Tuttavia, per ora, Adidas si posiziona in testa alla classifica.

Meno è meglio: la filosofia dietro l’Evo 3

Adidas lavora da oltre tre anni al progetto Adizero Adios Pro, con l’obiettivo di sviluppare scarpe sempre più leggere e performanti in collaborazione con atleti d’élite. «Volevamo capire cosa serve davvero per creare la scarpa da corsa più veloce», spiega Makowski. La risposta è stata semplice: “less is more”.

Anche i dettagli più piccoli, come il peso, possono fare la differenza in una gara di maratona a livello mondiale. L’Evo 3 pesa meno di una saponetta, ma racchiude tecnologia avanzata che ottimizza ogni aspetto della corsa. Il risultato? Una scarpa che non solo batte i record, ma ridefinisce gli standard dell’intero settore.