L'amministrazione Trump sta accelerando drasticamente le procedure di deportazione dei minori immigrati, ostacolando l'operato degli avvocati e delle organizzazioni che li assistono. Secondo quanto riportato da CNN martedì, le udienze per i bambini vengono anticipate di settimane o addirittura mesi, rendendo quasi impossibile per loro ottenere assistenza legale o forme di protezione.

I minori interessati sono sia bambini non accompagnati che quelli separati dai genitori a seguito di detenzioni per motivi d'immigrazione. In alcuni casi, anche bambini di appena 4 anni sono costretti a partecipare a udienze frequenti, fornendo aggiornamenti sul proprio caso, spesso senza alcuna rappresentanza legale. Emily Norman, direttrice regionale della ong Kids in Need of Defense, ha dichiarato a CNN che la pressione su questi minori è «enorme», al punto che alcuni di loro, in preda al panico, si sono messi a piangere o a bagnarsi in tribunale.

Le nuove misure rendono ancora più difficile per i minori immigrati ottenere il permesso di restare negli Stati Uniti. I potenziali sponsor negli USA devono ora soddisfare requisiti documentali più stringenti e rischiano addirittura di essere arrestati. Un'altra via per ottenere la liberazione dei minori è richiedere lo Special Immigrant Juvenile Status (SIJ), un percorso legale che può portare all'ottenimento della green card se il minore ha subito abusi o trascuratezza. Tuttavia, come ha spiegato Steven Wright, professore clinico presso l'Immigrant Justice Center dell'Università del Wisconsin-Madison, la procedura può richiedere mesi. «Per impedire al governo di deportare i bambini, ho bisogno di quel documento SIJ. Ma le scadenze imposte rendono quasi impossibile ottenerlo in tempo», ha dichiarato.

I minori immigrati spesso trascorrono lunghi periodi presso l'Office of Refugee Resettlement (ORR), dove possono essere esposti a maltrattamenti o abusi, sia nei centri governativi che nelle famiglie affidatarie. Gli attivisti temono che l'accelerazione delle procedure non riduca i rischi, ma anzi costringa i minori a tornare nelle stesse condizioni di pericolo da cui sono fuggiti nei loro paesi d'origine. Secondo i dati dell'Administration for Children and Families, alla fine di marzo erano 2.173 i minori sotto la custodia dell'ORR, con una permanenza media superiore ai sei mesi.

Da parte sua, Andrew Nixon, portavoce del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani, ha dichiarato a CNN che l'obiettivo del governo è «risolvere i casi dei minori non accompagnati nel modo più rapido ed efficiente possibile, nel rispetto della legge». «Molti di questi bambini sono a rischio di traffico e sfruttamento, e in alcuni casi vengono portati oltre il confine da cartelli in condizioni pericolose e coercitive. Anticipare le udienze aiuta a interrompere queste reti criminali e garantisce che i minori tornino in ambienti sicuri il prima possibile», ha aggiunto. «Ridurre i tempi di custodia abbassa anche i costi per i contribuenti e assicura che il sistema funzioni come previsto».