Bitcoin sta accelerando verso la soglia psicologica dei $80.000, trascinato da un mix di fattori macroeconomici e geopolitici. Secondo i dati di CryptoSlate, la recente impennata del prezzo della criptovaluta è stata innescata da un temporaneo sollievo diplomatico tra Stati Uniti e Iran, ma dietro l’andamento del mercato si nascondono anche liquidazioni forzate e ottimismo macroeconomico.
Il catalizzatore immediato della ripresa è stata la decisione del presidente Donald Trump di estendere di due settimane la tregua con l’Iran, nonostante le fratture interne al governo di Teheran. Questa pausa diplomatica ha già scatenato un forte rally nei mercati delle criptovalute: da quando l’annuncio è stato diffuso la scorsa settimana, Bitcoin ha registrato un’impennata del 7%, raggiungendo un picco di $79.470 prima di assestarsi intorno ai $78.200 al momento della stesura.
Tuttavia, la tregua rimane fragile. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha sottolineato che «le violazioni degli accordi, i blocchi e le minacce rappresentano gli ostacoli principali a una negoziazione autentica». Nonostante l’Iran affermi di essere aperto al dialogo, le tensioni persistono, soprattutto per quanto riguarda lo Stretto di Hormuz, chiuso dal 18 aprile, e il blocco navale statunitense ai porti iraniani. Questi fattori continuano a limitare la propensione al rischio degli investitori.
La Fed sotto i riflettori: cosa cambia con Warsh
Mentre le tensioni geopolitiche restano alte, il prossimo cambio di guardia alla Federal Reserve sta diventando un elemento chiave per i mercati. Con la scadenza del mandato di Jerome Powell, gli operatori stanno analizzando attentamente il profilo del suo successore, Kevin Warsh, recentemente confermato dal Senato.
Durante le audizioni di conferma, Warsh ha delineato una visione radicalmente diversa della politica monetaria. Ha criticato l’approccio tradizionale basato su un target inflazionistico fisso al 2%, proponendo invece di valutare l’impatto dell’inflazione sulle famiglie attraverso un’analisi più dinamica, come quella che emerge «a cena». Inoltre, ha espresso scetticismo verso le forward guidance, sostenendo che queste limitano la flessibilità della Fed nel rispondere ai cambiamenti economici. Warsh ha anche evidenziato una preferenza per l’utilizzo dei tassi di interesse come strumento principale, riducendo il ricorso alle politiche di bilancio espansivo, che secondo lui avvantaggiano principalmente gli investitori più ricchi.
Queste dichiarazioni stanno spingendo gli operatori a rivedere le loro aspettative sulla politica monetaria futura. Se da un lato l’ottimismo geopolitico ha dato slancio a Bitcoin, dall’altro l’incertezza sulla Fed introduce nuovi elementi di rischio per il mercato delle criptovalute.