Il prezzo di Bitcoin ha superato la soglia dei 76.500 dollari oggi, consolidando i guadagni recenti nonostante le crescenti tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran. Dopo aver sfiorato i 78.000 dollari all’inizio della settimana, la criptovaluta ha registrato una correzione verso i 75.000 dollari nel fine settimana, a causa del riaccendersi delle tensioni nella regione e della volatilità del mercato energetico.
La ripresa è avvenuta dopo un temporaneo allentamento delle tensioni, quando l’Iran aveva segnalato l’apertura dello Stretto di Hormuz, una delle principali rotte di trasporto petrolifero al mondo. Questo annuncio aveva spinto al ribasso i prezzi del greggio e sostenuto i mercati rischiosi, inclusi quelli delle criptovalute. Tuttavia, la situazione è rapidamente cambiata quando sono emerse nuove segnalazioni sulla chiusura dello stretto, sollevando preoccupazioni per un possibile aumento dei prezzi dell’energia e delle aspettative inflazionistiche.
Gli analisti di Bitfinex hanno sottolineato che Bitcoin è finalmente riuscito a uscire da un range di consolidamento durato diverse settimane, superando i 74.000 dollari grazie a uno squeeze di oltre 530 milioni di dollari su posizioni short. Tuttavia, la sostenibilità di questo movimento dipende ora dalle prossime decisioni politiche, in particolare dalla scadenza dell’accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, prevista per il 21 aprile.
Il mercato ha reagito con una serie di liquidazioni: in sole 24 ore, sono stati spazzati via oltre 250 milioni di dollari in posizioni crypto, con i long che hanno subito le perdite maggiori dopo il fallito tentativo di superare i 76.000 dollari. Questo movimento ha seguito un più ampio squeeze short avvenuto all’inizio della settimana, quando il prezzo di Bitcoin aveva superato i 76.000 dollari, costringendo gli investitori ribassisti a chiudere le posizioni.
Dal punto di vista tecnico, Bitcoin continua a incontrare resistenza vicino alla media mobile esponenziale a 21 settimane, attualmente posizionata poco sotto i 79.000 dollari. Gli analisti avvertono che un eventuale rifiuto a questo livello potrebbe aumentare il rischio di un ritorno verso i 73.000 dollari, un’area legata a una precedente formazione a doppio minimo.
Anche il mercato dei derivati suggerisce un aumento della volatilità. Sono in scadenza questa settimana circa 7,9 miliardi di dollari in opzioni su Bitcoin, con un forte interesse aperto concentrato intorno ai 75.000 dollari. Questo livello potrebbe fungere da zona pivot, dove i flussi di copertura dei dealer potrebbero amplificare le oscillazioni di prezzo in entrambe le direzioni.
Nonostante il recente pullback, il sentiment complessivo rimane positivo. I tassi di finanziamento nei futures perpetui restano negativi, indicando che le posizioni short sono ancora elevate. Questo lascia spazio a un nuovo squeeze se i prezzi dovessero mantenersi sopra i livelli di supporto chiave. Tuttavia, i driver macroeconomici continuano a dominare l’andamento di Bitcoin, che rimane sensibile alle notizie legate ai conflitti geopolitici e ai mercati energetici.