Bitcoin in rally dopo l'annuncio dell'Iran
Il prezzo del Bitcoin ha superato la soglia dei 77.000 dollari questa mattina, dopo che l'Iran ha dichiarato la piena riapertura dello Stretto di Hormuz nell'ambito di un nuovo accordo di cessate il fuoco. La notizia ha scatenato un'ondata di ottimismo sui mercati finanziari globali, spingendo la principale criptovaluta verso una resistenza che ha frenato ogni rialzo da febbraio.
Le dichiarazioni dell'Iran e il ruolo di Trump
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha confermato che lo Stretto di Hormuz è ora accessibile a tutte le navi commerciali per il resto della durata della tregua di 10 giorni tra Israele e Hezbollah in Libano. Araghchi ha sottolineato come questa decisione sia parte di un più ampio sforzo per allineare la sicurezza marittima con la de-escalation lungo il fronte libanese, dove scontri recenti minacciavano di compromettere i negoziati per una soluzione più ampia al conflitto con Teheran.
La notizia è stata immediatamente amplificata dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha pubblicato su X (ex Twitter):
«Lo Stretto di Hormuz è pienamente aperto e pronto per il passaggio completo. GRAZIE!»Trump ha ripetuto il messaggio dopo la diffusione delle dichiarazioni di Araghchi, alimentando ulteriormente l'ottimismo sui mercati.
Prospettive di pace e impatto sui mercati energetici
La Casa Bianca ha indicato che un possibile accordo con l'Iran potrebbe essere raggiunto nei prossimi giorni. Trump ha suggerito che i negoziati potrebbero svolgersi già questo fine settimana e ha accennato a un possibile incontro tra funzionari israeliani e libanesi a Washington entro due settimane.
Per i trader di energia e macroeconomia, la riapertura completa dello Stretto di Hormuz elimina lo scenario peggiore che ha gravato sui prezzi del petrolio e sulle spedizioni sin da marzo. I prezzi del greggio sono scesi, eliminando i premi di guerra e di blocco, e questo calo ha avuto un effetto a catena su criptovalute ed azioni, dove gli investitori hanno interpretato ogni segnale di progresso nei negoziati con l'Iran come un via libera per aumentare l'esposizione al rischio.
Bitcoin sotto pressione: resistenza e liquidazioni
Nonostante il rally, il prezzo del Bitcoin si avvicina alla fascia di resistenza compresa tra 76.000 e 78.000 dollari, che ha segnato l'ultimo massimo significativo prima del crollo di febbraio, quando la criptovaluta era scesa a 60.000 dollari. Ogni tentativo di superare questa soglia è stato finora respinto da una forte pressione di vendita, con un muro di ordini in attesa appena sopra il mercato e livelli di liquidazione per posizioni short e long sovra-leveraggiate a pochi dollari di distanza.
I dati sui derivati mostrano che il finanziamento perpetuo è diventato negativo su tutte le principali piattaforme, un segnale che i trader pagano per mantenere posizioni short a questi livelli. Questa struttura suggerisce che il mercato è posizionato contro ulteriori rialzi, nonostante il momentum positivo, e prepara il terreno per una potenziale squeeze se il catalizzatore dello Stretto di Hormuz e la narrativa del cessate il fuoco continueranno ad attirare nuova domanda sia da parte di investitori retail che istituzionali.
Volatilità e sentiment degli investitori
La volatilità intorno a questa fascia di resistenza è già in aumento. Secondo Bitcoin Magazine Pro, superamenti intraday dei 76.000 dollari hanno innescato ondate di liquidazioni e rapidi ripiegamenti, con i trader short costretti a coprire le posizioni e i venditori opportunisti che approfittano dei rimbalzi.
Nonostante il rialzo dei prezzi, il sentiment degli investitori non si è ancora completamente ripreso. Sondaggi e indicatori compositi segnalano ancora un clima di «paura estrema», influenzato dal drawdown di febbraio e dalla massiccia presa di profitto registrata nei mesi precedenti.
Cosa aspettarsi nei prossimi giorni
Se la riapertura dello Stretto di Hormuz e la narrativa del cessate il fuoco continueranno a guadagnare trazione, il Bitcoin potrebbe affrontare una fase di maggiore volatilità, con la possibilità di un breakout sopra gli 80.000 dollari. Tuttavia, gli investitori dovranno monitorare da vicino i livelli di resistenza e il sentiment del mercato, che rimane fragile dopo i recenti traumi.