L’azienda di intelligenza artificiale Character.AI, già al centro di numerose polemiche per i contenuti discutibili ospitati sulla sua piattaforma, ha recentemente lanciato una nuova funzione chiamata "c.ai Books". Questo strumento trasforma i classici della letteratura in esperienze di roleplaying interattive, permettendo agli utenti di immergersi nelle storie in tempo reale.
La società, che ha costruito la sua popolarità iniziale grazie all’uso diffuso tra gli adolescenti, è stata più volte criticata per aver ospitato bot estremamente inappropriati, come quelli ispirati a criminali di massa o che promuovevano disturbi alimentari. La situazione è precipitata dopo che diversi casi di suicidio tra teenager sono stati collegati all’uso dei chatbot di Character.AI. In risposta, l’azienda aveva già vietato l’accesso ai minori, ma la nuova funzione sembra aggirare questa restrizione.
Per creare "c.ai Books", Character.AI ha attinto da oltre 75.000 opere di pubblico dominio di Project Gutenberg, tra cui capisaldi come Alice nel Paese delle Meraviglie, Orgoglio e Pregiudizio e Romeo e Giulietta. Gli utenti possono scegliere di seguire la trama originale o di esplorare versioni "alternative", completamente reinventate.
Nel suo annuncio, l’azienda ha dichiarato:
"La narrazione interattiva con l’AI è potente, ma una pagina bianca può essere intimidatoria. Books offre un punto di partenza familiare: personaggi che conosci, storie che ami e una trama già definita".
Tuttavia, la mossa ha scatenato reazioni negative online. Un utente di Reddit ha commentato:
"Un altro aggiornamento inutile che nessuno vuole, costoso da mantenere e che porterà a ulteriori restrizioni".
La nuova funzione è accessibile anche agli utenti minorenni, contraddicendo il divieto precedentemente imposto da Character.AI. Durante un test, è stato possibile accedere al roleplay senza alcuna verifica dell’età.
La società sostiene che l’obiettivo non sia quello di sostituire la lettura, ma di renderla più coinvolgente. Tuttavia, la scelta di rendere disponibile la funzione ai più giovani solleva ulteriori dubbi sulla sicurezza e sulla gestione dei contenuti sulla piattaforma.