Il biopic "Michael" tra elogi e critiche per l'assenza delle accuse
Il film "Michael", diretto da Antoine Fuqua e distribuito nei cinema venerdì, ha scatenato reazioni contrastanti tra pubblico e critica per il modo in cui ha affrontato le accuse di abusi su minori che hanno segnato la seconda metà della carriera del "Re del Pop".
Le polemiche hanno portato a un acceso dibattito online, soprattutto perché il film sembra aver evitato qualsiasi riferimento esplicito a queste accuse, concentrandosi invece sulla formazione artistica di Jackson.
Le dichiarazioni di Colman Domingo e Nia Long
Durante un'intervista al programma Today su NBC, gli attori Colman Domingo e Nia Long, co-protagonisti del film, hanno cercato di chiarire le ragioni dietro questa scelta. Domingo ha spiegato che la pellicola copre il periodo che va dagli anni '60 al 1988, escludendo deliberatamente le prime accuse di abuso, emerse nel 2005.
"Il film si concentra sulla formazione di Michael, sulla sua infanzia e su come abbia trovato la sua voce come artista solista", ha dichiarato Domingo. Ha inoltre lasciato intendere la possibilità di un sequel che potrebbe affrontare gli eventi successivi: "Potrebbe esserci un secondo capitolo che tratterà altri aspetti della sua vita".
Long ha aggiunto che la pellicola vuole essere un ritratto intimo dell'artista, mostrandolo attraverso i suoi occhi e la sua prospettiva.
Le reazioni della critica e del pubblico
Le recensioni del film sono state contrastanti: alcuni critici lo hanno definito "maestoso", mentre altri hanno criticato la sua rappresentazione "troppo prudente e sicura" della vita e della carriera di Jackson. Su Rotten Tomatoes, il film ha ottenuto un punteggio compreso tra il 26% e il 35% tra i critici certificati.
Inizialmente, il film avrebbe dovuto includere riferimenti alle accuse, ma queste scene sono state eliminate durante le fasi di montaggio finale. Questa decisione ha alimentato ulteriori discussioni tra i fan e i media.
La reazione della famiglia Jackson
Anche la famiglia di Michael Jackson si è espressa sulla pellicola. Taj Jackson, nipote dell'artista e figlio di Tito Jackson, ha criticato i media per aver cercato di "controllare" la narrazione sulla figura del cantante.
"Mi dispiace, ma i media non hanno più il controllo sulla narrazione di chi fosse davvero Michael Jackson. Il pubblico potrà vedere il film e giudicare da sé. E questo non siete in grado di gestirlo."
Jaafar Jackson, nipote reale di Michael e interprete del cantante nel film, ha aggiunto un ulteriore tassello a questa discussione.
Le dichiarazioni di Antoine Fuqua
Il regista Antoine Fuqua, produttore esecutivo insieme agli esecutori testamentari di Jackson, John Branca e John McClain, ha recentemente affrontato l'argomento in un'intervista al New Yorker, ma senza fornire ulteriori dettagli sulle scelte narrative del film.
Per ora, il dibattito su "Michael" rimane acceso, con fan e critici che continuano a discutere su come il film abbia affrontato (o evitato) uno dei capitoli più controversi della vita dell'artista.