Crisi energetica: l'Europa riattiva le misure d'emergenza
L'Unione Europea sta valutando il ritorno di misure di emergenza adottate durante la guerra in Ucraina, come tariffe sulla rete elettrica e tasse sull'elettricità, per far fronte alla crisi energetica in corso. La notizia arriva da Reuters, che sottolinea come la situazione sia aggravata dalla guerra in Iran, che minaccia di peggiorare le interruzioni dell'offerta di petrolio già previste per aprile dall'International Energy Agency (IEA).
Secondo CNBC, l'IEA starebbe valutando anche un nuovo rilascio delle riserve strategiche di petrolio. Parallelamente, le esportazioni statunitensi di gas naturale liquefatto (GNL) hanno raggiunto un record storico a marzo, con un raddoppio delle spedizioni verso l'Asia rispetto al mese precedente, come riportato da Reuters.
IMF: crescita economica a rischio se la guerra continuerà
Il Fondo Monetario Internazionale (IMF) ha avvertito che, se il conflitto continuerà a ostacolare l'approvvigionamento di petrolio, gas e fertilizzanti, tutti i paesi dovranno affrontare prezzi più alti e una crescita economica più lenta. Secondo il Guardian, il Regno Unito e l'Italia sono tra i paesi più esposti a causa della loro dipendenza dalle centrali a gas.
Energia: record e transizione accelerata
Nonostante le difficoltà, il Regno Unito ha registrato un nuovo record nella produzione di energia rinnovabile, mentre cresce l'interesse per il solare plug-in, una soluzione che permette di risparmiare sulle bollette elettriche. In Francia, il governo sta valutando nuove azioni per elettrificare l'economia e ridurre la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili, come riportato da Le Monde.
In tutto il mondo, diversi paesi stanno adottando misure di emergenza, tra cui razionamento dei carburanti, tagli alle tasse sui carburanti, smart working e trasporti pubblici gratuiti, come evidenziato da una panoramica della BBC News.
Carbone: ritardi nelle chiusure delle centrali
Alcuni paesi hanno deciso di posticipare la chiusura delle centrali a carbone. L'Italia ha spostato al 2038 la data di dismissione delle centrali a carbone, mentre la Germania sta valutando la riattivazione di impianti di riserva. La Corea del Sud ha esteso la vita operativa di tre centrali che avrebbero dovuto chiudere quest'anno. Tuttavia, secondo un commento pubblicato da Bloomberg, un eventuale ritorno al carbone nel 2026 sarà solo temporaneo.
Gas naturale: progetti in bilico
In Nuova Zelanda, il governo sta mettendo in discussione la costruzione di un terminale per l'importazione di GNL, poiché i prezzi elevati del gas hanno reso l'operazione economicamente insostenibile, come riportato dal New Zealand Herald. In Vietnam, invece, i piani per la costruzione della più grande centrale a GNL potrebbero essere sostituiti da un nuovo progetto di energia rinnovabile, secondo Reuters.
Cumbre de la fase-out: 46 paesi confermano la partecipazione
Secondo Climate Home News, 46 paesi, tra cui importanti produttori di petrolio, hanno confermato la loro partecipazione alla Cumbre de la fase-out dei combustibili fossili, in programma questo mese in Colombia.
Emergenze climatiche: India e Afghanistan in prima linea
L'India dovrebbe affrontare un numero di giorni con ondate di calore superiore alla media fino a giugno, con un rischio crescente di blackout energetici a causa delle tensioni in Medio Oriente, come riportato da Bloomberg. In Afghanistan, invece, le forti piogge e le inondazioni hanno causato almeno 48 vittime e danneggiato numerose comunità, aggravando una situazione già critica dopo anni di siccità, secondo Kabul Now.
Politiche energetiche: l'amministrazione Trump offre incentivi per bloccare l'eolico offshore
Negli Stati Uniti, l'amministrazione Trump starebbe offrendo acquisti volontari agli sviluppatori di parchi eolici offshore in cambio di investimenti in combustibili fossili, secondo il Financial Times.
Ricerca climatica: allarme per la fusione dei ghiacci antartici
Una nuova ricerca pubblicata su npj Climate Action rivela che, se non verranno adottate misure efficaci, la fusione superficiale dell'Antartide aumenterà di oltre il 10% entro il 2100. Lo studio esplora anche i modelli di giustizia distributiva nei scenari di mitigazione utilizzati nell'ultimo assessment dell'IPCC.
In Indonesia, la perdita di foreste è aumentata del 66% nel 2025, secondo i dati del think tank indonesiano Auriga Nusantara, riportati da Reuters.
«La transizione energetica richiede azioni immediate e coordinate a livello globale per evitare conseguenze irreversibili.»