Bitcoin come asset di riserva globale: le dichiarazioni di Eric Trump e John Koudounis
Durante l'evento Bitcoin 2026 a Las Vegas, Eric Trump, figlio dell'ex presidente statunitense Donald Trump, e John Koudounis, CEO di Calamos Investments, hanno partecipato a un panel insieme a Eric Balchunas, analista senior ETF di Bloomberg. L'incontro ha affrontato l'evoluzione di Bitcoin da strumento speculativo a possibile asset di riserva globale.
La discussione ha toccato temi chiave come l'adozione istituzionale, la de-bancarizzazione governativa, la svalutazione delle valute tradizionali e la sfida di convincere gli investitori retail, ancora diffidenti verso Bitcoin a causa della sua volatilità e complessità. L'evento ha riflettuto un cambiamento significativo nel settore: una fusione tra veterani del Bitcoin e nuovi capitali istituzionali, che solo un decennio fa avrebbero ignorato un simile raduno.
Bitcoin come asset "appiccicoso" e a offerta limitata
Eric Trump ha aperto il dibattito sottolineando la natura "appiccicosa" di Bitcoin, un asset con offerta limitata. Ha evidenziato che il governo statunitense detiene attualmente circa 300.000 BTC e non ha intenzione di venderli, una posizione coerente con la creazione di una riserva strategica nazionale. Anche grandi aziende come Strategy e Metaplanet stanno accumulando Bitcoin, superando le 40.000 unità nel primo trimestre del 2026.
Trump ha citato anche i principali istituti finanziari, tra cui Charles Schwab e Morgan Stanley, che hanno iniziato a integrare Bitcoin nei loro servizi. La sua società, American Bitcoin, si dedica all'estrazione e al mantenimento di ogni Bitcoin estratto, senza venderlo. "Stiamo comprimendo Bitcoin", ha dichiarato. "L'offerta è limitata."
Secondo Trump, i venditori naturali stanno uscendo dal mercato, mentre una nuova classe di investitori permanenti sta prendendo il loro posto, riducendo ulteriormente la liquidità disponibile.
La previsione di Koudounis: istituzioni pronte a rivoluzionare il mercato
John Koudounis ha inquadrato l'argomento della scarsità di Bitcoin in un contesto più ampio di trasferimento di capitale. Ha citato uno studio secondo cui 124 trilioni di dollari di ricchezza verranno trasferiti tra generazioni entro il 2048. I 60 miliardi di dollari già investiti in ETF spot su Bitcoin rappresentano solo una minima parte di ciò che arriverà.
Per contestualizzare, 60 miliardi di dollari equivalgono alla dimensione totale di un gestore patrimoniale statunitense di medie dimensioni. Quando si considera il trasferimento di ricchezza dai Boomer ai Millennial e alla Gen Z — generazioni più inclini agli asset digitali — la prospettiva cambia radicalmente.
Koudounis ha spiegato che il dibattito istituzionale è già evoluto: "Prima la domanda era: 'Stai comprando Bitcoin?' Ora è: 'Che percentuale del tuo portafoglio stai allocando?'". E ha concluso: "Una volta che le istituzioni entrano in gioco, il gioco è fatto".
La sfida degli investitori retail
Eric Balchunas, analista ETF di Bloomberg, ha posto una domanda cruciale: come convincere gli investitori retail, rappresentati simbolicamente dalla madre dell'analista, ancora diffidenti verso Bitcoin a causa della volatilità e della complessità? Una domanda che il settore non ha ancora risolto completamente.
Il panel ha evidenziato come Bitcoin stia attraversando una fase di maturazione, passando da asset di nicchia a potenziale riserva di valore globale, ma la strada verso l'adozione di massa rimane ancora lunga e irta di sfide.