Il parlamento polacco ha approvato una legge che introduce un quadro normativo per le criptovalute, allineandosi al regolamento europeo Markets in Crypto-Assets (MiCA). La decisione arriva mentre uno scandalo legato al fallimento di Zondacrypto, una volta il più grande exchange del paese, alimenta tensioni politiche a Varsavia.

La nuova normativa, approvata venerdì, disciplina licenze, supervisione e tutela dei consumatori nel settore crypto. La Polonia deve recepire le regole MiCA entro luglio per evitare che le aziende locali interrompano i servizi legati alle cripto-asset, secondo quanto riportato dalla KNF (l'autorità finanziaria polacca).

Lo scandalo Zondacrypto e le accuse di influenza russa

Il voto avviene mentre la procura indaga sul crollo di Zondacrypto, che ha lasciato migliaia di utenti senza accesso ai propri fondi. Le perdite stimate superano i 350 milioni di zloty (circa 96 milioni di dollari), rendendo questo uno dei più gravi fallimenti crypto dell'Europa centrale.

Il primo ministro Donald Tusk ha collegato la piattaforma a presunte influenze straniere, citando rapporti dei servizi di sicurezza che indicano la presenza di capitali russi dietro l'exchange. Mosca ha negato ogni coinvolgimento in attività di sabotaggio o copertura in Europa.

Il fondatore di Zondacrypto, Sylwester Suszek, risulta irreperibile dal 2022, mentre il suo successore, Przemysław Kral, vive in Israele, complicando eventuali procedure di estradizione.

Divisioni politiche sulla regolamentazione crypto

Lo scandalo ha accentuato le divisioni tra le forze politiche polacche sulla gestione delle criptovalute. Il presidente Karol Nawrocki, sostenuto dall'opposizione, ha posto il veto a versioni precedenti della legge, sostenendo che sanzioni troppo severe potrebbero spingere le aziende all'estero. Ha proposto un'alternativa con multe più basse e un controllo giudiziario più rigoroso.

Al contrario, alcuni parlamentari del partito Diritto e Giustizia (PiS) hanno spinto per misure ancora più restrittive, arrivando a proporre il divieto delle attività crypto per motivi di tutela dei consumatori e limiti di enforcement. Questa proposta prevedrebbe anche pene detentive per chi opera nel settore, una delle soluzioni più severe nell'UE.

Il governo ha invece optato per un approccio più equilibrato, affidando la supervisione alla Polska Komisja Nadzoru Finansowego (KNF). L'autorità potrà sospendere offerte, bloccare conti e sanzionare abusi di mercato. I sostenitori della legge ritengono che l'allineamento al MiCA garantirà maggiore chiarezza normativa e ristabilirà la fiducia dopo il crollo di Zondacrypto.

Prospettive future e rischi di un nuovo veto presidenziale

Per investitori e aziende, l'esito dipende ora dalla firma del presidente. Un nuovo veto potrebbe portare la Polonia a violare i requisiti UE, con il rischio di disordini di mercato in un momento di crescente attenzione verso il settore crypto.