La guerra tra il presidente Donald Trump e il conduttore Jimmy Kimmel si intensifica. Secondo fonti vicine alla vicenda, intervistate da Semafor, la Federal Communications Commission (FCC) starebbe valutando un riesame anticipato delle licenze di trasmissione di Disney, proprietaria di ABC, dove Kimmel conduce il suo show.

La tensione tra Trump e Kimmel è tornata a crescere dopo che il conduttore, durante il White House Correspondents’ Dinner della scorsa settimana, ha scherzato sul fatto che Melania Trump sarebbe "splenduta come una vedova in attesa". Pochi giorni dopo, un uomo armato ha tentato di attaccare l’evento, scatenando una nuova ondata di polemiche da parte dei conservatori. Secondo il presunto manifesto dell’attentatore, le sue motivazioni erano legate alla mancanza di rispetto di Trump verso il cristianesimo, alla decisione di tagliare i finanziamenti all’Ucraina e alla convinzione che il Paese fosse guidato da "un pedofilo, uno stupratore e un traditore". Non c’era alcun riferimento allo scherzo di Kimmel.

Nonostante ciò, nei giorni successivi all’attentato, sia Melania Trump che il presidente e almeno due membri dello staff della Casa Bianca hanno attaccato pubblicamente il conduttore.

Disney nel mirino della FCC

Secondo alcune fonti, la decisione della FCC non è ancora definitiva e potrebbe essere revocata. Tuttavia, il presidente dell’FCC, Brandon Carr, aveva già avanzato dubbi sulle licenze di Disney a inizio mese, dopo aver avviato un’indagine sulla presunta promozione di politiche di diversità, equità e inclusione da parte dell’azienda.

«Se le prove confermeranno che Disney si è resa responsabile di discriminazioni basate su razza e genere, si tratterà di un problema molto serio per la FCC. Potrebbe compromettere i requisiti morali necessari per detenere una licenza di trasmissione»

Disney e ABC hanno già sfidato le richieste di Trump in passato, reintegrando Kimmel dopo una sospensione temporanea per le sue critiche alla destra conservatrice in seguito alla morte di Charlie Kirk. Carr aveva già minacciato la revoca delle licenze in quell’occasione, avvertendo in un podcast di destra che, se Disney e ABC non avessero "agito contro Kimmel", avrebbero rischiato la sospensione delle licenze.