Google ha annunciato un aggiornamento significativo per Gemini, il suo assistente AI, che ora può generare immagini personalizzate sfruttando i dati personali dell’utente. La nuova funzionalità, integrata in Nano Banana 2, si basa sulla tecnologia di Personal Intelligence già utilizzata per personalizzare le risposte dell’assistente tramite Gmail, Ricerca e YouTube.
Come funziona la generazione di immagini personalizzate
Nano Banana 2 analizza i dati del proprio account Google — tra cui Google Photos, cronologia YouTube ed email — per creare immagini su misura senza richiedere input aggiuntivi. Ad esempio, se si chiede di generare un’immagine delle "cose essenziali per un’isola deserta", l’AI includerà automaticamente oggetti o elementi legati alle proprie preferenze o abitudini.
Un altro caso d’uso riguarda le etichette di Google Photos: se si chiede di creare una "illustrazione a mano della mamma", l’AI utilizzerà le etichette per identificare la persona corretta e generare un’immagine accurata. In caso di risultati non soddisfacenti, è possibile fornire un prompt aggiuntivo per perfezionare l’immagine o selezionare una nuova foto di riferimento tramite il pulsante "+".
Trasparenza e controllo sulle fonti
Google ha introdotto anche una funzione per verificare le fonti utilizzate dall’AI. Cliccando su "Sources", gli utenti possono visualizzare le immagini di riferimento che hanno ispirato la creazione, oppure richiedere direttamente l’attribuzione delle fonti impiegate.
Disponibilità e futuro della funzionalità
Al momento, la versione personalizzata di Nano Banana 2 è accessibile solo agli abbonati AI Pro e AI Ultra tramite l’app Gemini. Google ha annunciato che la funzionalità sarà estesa a Chrome e ad altri utenti nei prossimi mesi, consolidando ulteriormente il vantaggio competitivo di Gemini rispetto ad altri assistenti AI.
«L’integrazione dei dati personali è uno dei punti di forza di Google rispetto ai competitor. Espandere la Personal Intelligence a funzionalità già popolari come la generazione di immagini è un passo naturale per rafforzare questa leadership» — Google