L’addiction all’IA tra i teenager: uno studio preoccupante
Esiste una dinamica curiosa intorno all’intelligenza artificiale: mentre i giovani sono solitamente i primi ad adottare le nuove tecnologie, questa volta mostrano una forte diffidenza verso l’IA. In particolare, molti adolescenti temono che i chatbot stiano danneggiando la loro salute mentale, soprattutto a livello cognitivo.
I risultati dello studio di Drexel University
Una ricerca condotta dall’Università Drexel ha analizzato centinaia di post su Reddit, rivelando una crescente consapevolezza tra i teenager riguardo agli effetti negativi dell’uso dei chatbot AI. Nonostante ciò, molti mostrano segni di dipendenza estrema.
Lo studio ha esaminato 318 post relativi all’uso di Character.AI, un chatbot noto per la sua capacità di creare dipendenza. I ricercatori hanno identificato tutti e sei i fattori tipici delle addiction comportamentali: desiderio contrastante, attaccamento emotivo, astinenza, tolleranza, ricaduta e modificazione dell’umore.
«Odio quanto questo abbia influenzato la mia vita, ma non riesco a smettere. Ho provato a prendere una pausa, ma sento di non poterlo fare. È arrivato al punto che mi sembra di impazzire senza di esso», ha scritto un utente.
«Voglio tornare al mio cervello normale, dove posso gestire le mie emozioni senza affidarmi a un bot per sentirmi meglio», ha dichiarato un altro adolescente.
«A quindici anni, sento di dover vivere la mia vita invece di passare tutto il tempo su questa app. Fatico a controllarmi e spesso la reinstallo poco dopo aver provato a disinstallarla», ha aggiunto un terzo utente.
Perché è così difficile smettere?
Matt Namvarpour, autore principale dello studio, ha spiegato che la natura interattiva e emotivamente reattiva dei chatbot AI rende la dipendenza particolarmente insidiosa. «Questi strumenti non sono semplici applicazioni, ma esperienze che possono assomigliare a una relazione. Allontanarsene non significa solo interrompere un’abitudine, ma può sembrare un distacco da qualcosa di significativo», ha sottolineato.
Namvarpour ha anche evidenziato come, a differenza di paesi come la Cina che regolamentano l’uso dell’IA per i minori, negli Stati Uniti — dove è stata condotta la ricerca — non esistono misure simili, lasciando i teenager esposti a rischi ancora maggiori.
L’IA a scuola: un altro campanello d’allarme
Un altro fenomeno preoccupante riguarda l’uso dell’IA da parte degli studenti delle scuole superiori per svolgere i compiti. Secondo recenti dati, una percentuale significativa di adolescenti ricorre a questi strumenti, con conseguenze potenzialmente disastrose per il loro apprendimento.
La dipendenza da chatbot AI non è solo un problema individuale, ma un fenomeno sociale che richiede maggiore attenzione da parte delle istituzioni e delle famiglie.