Nel corso del processo Musk v. Altman, svoltosi ieri, un dettaglio insolito ha attirato l’attenzione dei media. Prima dell’inizio delle udienze, il team legale di Sam Altman ha mostrato ai giornalisti un trofeo apparentemente innocuo, che a distanza poteva sembrare un semplice riconoscimento sportivo.
La realtà era ben diversa. La giudice Yvonne Gonzalez Rogers ha ordinato ai legali di leggere ad alta voce l’iscrizione incisa sul trofeo: "Never stop being a jackass" ("Non smettere di essere un idiota"). Un messaggio ironico e tagliente, acquistato dagli impiegati di OpenAI per il ricercatore Josh Ackiam, testimone chiave nel procedimento.
Ma come è emerso questo oggetto in un processo che verte su questioni contrattuali di un’organizzazione non profit? Secondo le testimonianze, la vicenda affonda le radici nelle tensioni tra Elon Musk e il team di OpenAI. Quando Musk annunciò l’intenzione di lasciare l’azienda per competere con Google, Ackiam, esperto di sicurezza nell’IA, avrebbe espresso dubbi sulla strategia. La risposta di Musk, stando alle dichiarazioni, fu lapidaria: "Sei un idiota".
Il trofeo, quindi, non è solo un oggetto simbolico, ma una testimonianza delle frizioni interne che hanno segnato la storia di OpenAI. Una beffa che, a distanza di anni, torna a galla proprio nel contesto di una disputa legale.