Un giudice federale statunitense ha bloccato l'approvazione di un accordo da 1,5 miliardi di dollari tra Anthropic e un gruppo di autori, accusati di aver utilizzato illegalmente i loro libri per addestrare modelli di intelligenza artificiale.

La decisione è arrivata dopo che diversi autori e membri della classe hanno sollevato obiezioni sull'accordo, considerato il più grande risarcimento per violazione del copyright nella storia degli Stati Uniti. Il giudice Araceli Martinez-Olguin, del tribunale distrettuale statunitense, ha rifiutato di approvarlo automaticamente, chiedendo chiarimenti su perché alcuni membri della classe abbiano scelto di opporsi o di ritirarsi dall'accordo.

Gli autori contestano principalmente due aspetti: l'eccessiva remunerazione degli avvocati e la modesta entità dei pagamenti ai singoli membri della classe. Secondo alcune lettere di obiezione, il team legale avrebbe cercato di limitare la partecipazione dei membri alla discussione, impedendo loro di esprimere le proprie preoccupazioni.

Un'analisi condotta da Ars Technica ha evidenziato come le critiche all'accordo siano diffuse tra gli autori coinvolti. In particolare, molti hanno definito i risarcimenti come una «miseria» rispetto ai profitti generati dall'uso illegale dei loro testi.

Il giudice ha quindi richiesto agli autori di fornire ulteriori spiegazioni sulle principali obiezioni sollevate, rinviando la decisione finale a una data da definirsi. La vicenda solleva interrogativi sulla trasparenza e l'equità degli accordi di risarcimento in casi di violazione del copyright nel contesto dell'intelligenza artificiale.