Un altro giorno, un altro sondaggio devastante per il presidente Donald Trump. L’ultimo rilevamento condotto da Washington Post, ABC News e Ipsos conferma un calo senza precedenti dei consensi: solo il 37% degli americani approva la sua gestione della presidenza.

I dati sono ancora più preoccupanti su temi chiave: solo il 23% si dice soddisfatto della gestione del costo della vita, il 27% dell’inflazione, il 33% della politica estera verso l’Iran, il 34% dell’economia e appena il 40% delle politiche sull’immigrazione.

Questi numeri riflettono una tendenza chiara: l’amministrazione Trump sta perdendo il sostegno non solo all’interno degli Stati Uniti, ma anche a livello internazionale, dove l’America First sta isolando il paese dal resto del mondo libero.

L’America First e il declino della leadership globale

La dottrina dell’America First, portata avanti dall’amministrazione Trump, ha ridefinito il ruolo degli Stati Uniti sulla scena internazionale. Come spiegato da Stephen Miller, vice capo di gabinetto della Casa Bianca, il mondo sarebbe governato da “leggi ferree di forza e potere”, rendendo obsoleto il concetto stesso di libertà e di mondo libero.

Questa visione, secondo Miller, implica che l’America non debba più assumersi la responsabilità di guidare le democrazie occidentali. Una posizione che contraddice decenni di storia, in cui gli Stati Uniti hanno rappresentato il baluardo della libertà contro regimi autoritari.

«Non siamo più la guida del mondo libero. Anzi, faticiamo persino a stare dalla sua parte.»

Churchill e il richiamo alla responsabilità globale

Per comprendere l’importanza storica del ruolo degli Stati Uniti, basta guardare al discorso di Winston Churchill del 4 giugno 1940, in piena Seconda guerra mondiale. In un momento di disperazione, il primo ministro britannico affermò:

«Combatteremo sulle spiagge, combatteremo sui campi di battaglia, combatteremo nelle città e nelle strade, combatteremo sulle colline. Non ci arrenderemo mai. E anche se, cosa che non credo, quest’isola o gran parte di essa fosse sottomessa e affamata, il nostro Impero oltre i mari, protetto dalla flotta britannica, continuerà la lotta fino a quando il Nuovo Mondo, con tutta la sua potenza, non si farà avanti per la salvezza e la liberazione del Vecchio Continente.»

Quel discorso segnò l’inizio di una nuova era: per 80 anni, gli Stati Uniti hanno guidato il mondo libero, difendendo la democrazia e contrastando l’espansione dei regimi autoritari. Oggi, quella leadership sembra svanire.

Il futuro del mondo libero senza l’America

Se l’amministrazione Trump continua su questa strada, il rischio è quello di un vuoto di leadership che potrebbe avere conseguenze imprevedibili. Senza il sostegno degli Stati Uniti, le democrazie occidentali potrebbero trovarsi isolate di fronte a minacce come la Russia di Putin, la Cina di Xi Jinping e le derive autoritarie in Europa.

Ma la storia insegna che le previsioni più fosche non sempre si avverano. Nonostante il pessimismo di Miller e dell’amministrazione attuale, il mondo è pieno di sorprese. La stessa ascesa di Trump negli Stati Uniti è stata una di queste. Tuttavia, il prezzo di un’America che si allontana dal suo ruolo storico potrebbe essere altissimo.

Per chi crede ancora nel valore della democrazia e della libertà, la sfida è chiara: riprendersi la responsabilità di guidare il mondo libero.