Sabato mattina, alle prime luci dell’alba, Amy Wallace veniva strappata dal letto dal fratello maggiore, David. Il suo obiettivo era semplice: non perdere neppure un secondo dei cartoni animati. Nella loro casa di Urbana, in Illinois, i due fratelli si sistemavano davanti alla televisione in attesa che lo schermo passasse dalle barre colorate a The Road Runner Show. David, impaziente e pieno di energia, si sdraiava sul tappeto, mentre Amy si accomodava dietro di lui sul divano.
Quel divano, di un verde pisello ruvido al tatto, è rimasto impresso nella memoria di Amy per oltre cinquant’anni. Nonostante la sua consistenza fastidiosa, lei vi sedeva volentieri, parte di un rituale che univa i due fratelli. La madre, Sally Foster, descriveva la scena così: «Amy passava le mattine a guardare David che guardava la TV». Ma la realtà era ben diversa.
Quel momento non era solo un’abitudine infantile, ma un legame profondo tra fratelli. Il divano, con la sua texture indimenticabile, rappresentava molto più di un semplice mobile: era il simbolo di una complicità che avrebbe accompagnato Amy per tutta la vita.