L’Air Force One è atterrato oggi a Pechino per un vertice USA-Cina convocato in fretta e furia. A bordo, oltre al presidente Donald Trump, una folta delegazione di top manager della Silicon Valley, tra cui Elon Musk, Tim Cook e rappresentanti di Qualcomm, Micron e Cisco.
Tra i nomi più attesi, quello di Jensen Huang, CEO di Nvidia, è stato confermato solo poche ore prima della partenza. Una decisione che sottolinea l’importanza crescente dell’azienda nel confronto tecnologico tra Stati Uniti e Cina.
«L’assenza di Huang rifletteva una discrepanza tra la fiducia di Washington in Nvidia come leva strategica e la determinazione di Pechino a perseguire l’autonomia nei semiconduttori», afferma Rui Ma, analista tecnologico cinese e fondatore di Tech Buzz China.
Nonostante le restrizioni statunitensi, la Cina sta mostrando segnali di progresso nel settore dei semiconduttori. I dati sulle esportazioni di aprile hanno registrato un raddoppio del valore delle spedizioni, arrivando a 31,1 miliardi di dollari. «I semiconduttori cinesi ora sono più fiduciosi di poter colmare il divario con gli USA in tempi ragionevoli», aggiunge Ma.
L’esclusione iniziale di Huang dalla delegazione potrebbe essere stata una mossa strategica. Ryan Fedasiuk, esperto di Cina presso l’American Enterprise Institute, spiega che l’amministrazione Trump considera l’accesso al computing power troppo strategico per essere compromesso. «Meglio tenere fuori dall’occhio del Partito Comunista Cinese l’industria americana, lasciando le trattative politiche ai governi», sottolinea Fedasiuk.
Anche le divergenze politiche hanno giocato un ruolo. Huang ha più volte criticato le restrizioni statunitensi sulle esportazioni di chip verso la Cina, sostenendo che tagliare l’accesso ai chip Nvidia accelererebbe solo lo sviluppo di alternative cinesi, con possibili ripercussioni negative per gli USA. «È una mentalità da perdenti che minaccia il primato tecnologico americano», ha dichiarato Huang, usando un linguaggio simile a quello di Trump.
La sua partecipazione all’ultimo minuto potrebbe indicare che il rapporto tra Nvidia e la Cina sta diventando parte di una più ampia negoziazione geopolitica. «Trump potrebbe vedere l’accesso di Nvidia alla Cina come un elemento da mettere sul tavolo in cambio di altre concessioni, come un aiuto cinese su questioni come l’Iran», spiega William Matthews, senior research fellow del Chatham House.