La Casa Bianca sembra voler prendere in giro il senatore repubblicano Thom Tillis. Poche ore dopo l'annuncio, da parte del Dipartimento di Giustizia, della chiusura dell'inchiesta su Jerome Powell, presidente della Federal Reserve, riguardo ai lavori di ristrutturazione della sede di Washington, la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha dichiarato che il caso è ancora in corso.

«Il caso non è necessariamente chiuso, ma è stato trasferito all'ispettore generale, che dispone di strumenti fondamentali per continuare a indagare sulla cattiva gestione finanziaria alla Fed», ha affermato Leavitt durante una conferenza stampa.

«Questa è stata una priorità per il presidente. L'inchiesta continua ancora».

Come membro della Commissione per le banche, l'edilizia abitativa e gli affari urbani, Tillis aveva più volte minacciato di utilizzare il suo voto per bloccare la nomina di Kevin Warsh alla presidenza della Fed, proposta da Trump, finché l'inchiesta su Powell non fosse stata definitivamente archiviata. Anche i democratici della commissione si oppongono a Warsh, quindi il voto contrario di Tillis potrebbe risultare decisivo.

Tillis ha dichiarato di non credere che l'inchiesta su Powell fosse stata voluta direttamente da Donald Trump, nonostante il presidente lo abbia più volte criticato e minacciato di licenziarlo. Secondo quanto riportato da NBC News, Tillis ha ipotizzato che l'iniziativa fosse partita «da qualcuno al Dipartimento di Giustizia» nel tentativo di «ottenere favori dalla Casa Bianca».

Leavitt, invece, non ha nascosto il coinvolgimento del presidente: «È ovvio che questa sia stata una priorità per il presidente. Quindi l'inchiesta prosegue, ma sotto un'altra autorità».