Per gli appassionati di motori, il marchio ottagonale della Morris Garage (MG) evoca subito le immagini delle sportive britanniche degli anni '60 e '70: semplici, accessibili, agili e, a volte, un po' fragili. Ma se si vuole possedere un MG, occorre essere meccanicamente inclini. È parte del fascino: la macchina ha bisogno di te.
In Europa, poi, si aggiunge un tocco di tradizione: un proprietario di MG dovrebbe almeno avere un capo di tweed, possibilmente con toppe di pelle ai gomiti. MG sembra più Goodwood Revival che Goodwood Festival of Speed, congelata negli anni '60. Ma questa visione, come direbbero i britannici, è pura sciocchezza.
Ecco la prova: due berline sportive MG con motore V8 sovralimentato dei primi anni 2000. Cambio manuale? Presente. Trazione posteriore? Presente. Potenza sufficiente per mettere in difficoltà una BMW M5 E39? Mica tanto, ma le auto più lente restano a destra. Parliamo dell'MG ZT 260, un modello che non è solo nostalgia, ma vera sportività moderna.
La storia dei modelli a quattro porte MG
In Nord America, MG è conosciuta soprattutto per le sue roadster, ma nel Regno Unito la casa ha una lunga tradizione di berline sportive. Tutto è iniziato nel 1924 con la MG 14/28, mentre la Magnette, prodotta tra il 1953 e il 1968, offriva prestazioni più sportive per famiglie ancora impegnate nel trasporto dei figli.
L'MG ZT 260, ultimo modello prodotto prima della chiusura del gruppo MG Rover nel 2005, rappresenta il canto del cigno di un'era. Un'auto che unisce il DNA sportivo britannico a un motore V8 da 260 CV, capace di regalare emozioni autentiche.
La testimonianza di un appassionato
Rich McKie, proprietario della ZT 260 nera in foto, è un vero cultore del marchio. Ha posseduto una Magnette, una moderna MG F (non venduta negli USA) e un'altra MG ZT, questa volta con motore V6 e carrozzeria station wagon (ZT-T), a trazione anteriore come la Rover 75 su cui si basa. Oggi ne possiede due: la V8 e la versione familiare.
«Aspetta un attimo, hai detto che queste auto sono a trazione posteriore. Ma MG non ha convertito una trazione anteriore in posteriore?»
Benvenuti nell'ingegneria automobilistica britannica, dove la filosofia è ben riassunta dal motto di Jeremy Clarkson: «Quanto può essere difficile?». Basta pensare a un motore V12 Rolls-Royce Merlin da 27 litri montato su una Ford Transit. O a un prototipo XJ220 con motore V6 biturbo centrale. La risposta è sempre la stessa: «Quanto può essere difficile?».
Nel caso della ZT 260, la conversione da trazione anteriore a posteriore è stata resa possibile anche grazie alla piattaforma condivisa con la Rover 75, che ha ricevuto una versione a trazione posteriore. Un progetto che oggi nessuna casa automobilistica sana di mente oserebbe affrontare.