La NBA ha approvato un nuovo sistema di Draft Lottery per contrastare il tanking, ma le regole complesse e i cambiamenti improvvisi stanno già creando scompiglio tra le squadre. Il commissioner Adam Silver ha accelerato l’introduzione di questa riforma, che entrerà in vigore nel 2027, ma molti dubitano che risolva davvero il problema.
Secondo quanto rivelato da Shams Charania di ESPN, il nuovo sistema, chiamato "3-2-1", prevede che solo le tre peggiori squadre della lega perdano palline della lotteria, mentre le squadre dal quarto al decimo posto in classifica avranno tre palline ciascuna. Le squadre nella "zona retrocessione" (dal 10° al 12° posto) ne avranno due, mentre le perdenti dei play-in tra la settima e l’ottava posizione ne riceveranno una sola.
La lotteria è stata estesa dalle attuali 14 squadre a 16, con i primi 16 posti del Draft in palio. Tuttavia, le squadre non potranno ottenere la prima scelta per due anni consecutivi e non potranno finire tra le prime cinque per tre volte di fila. Una regola che, secondo molti, rischia di complicare ulteriormente il sistema.
Il problema principale? Le squadre hanno già preso decisioni importanti basate sulle vecchie regole. Ad esempio, i Chicago Bulls hanno ceduto Ayo Dosunmu e Coby White nella speranza di ottenere una stella al Draft, mentre i Memphis Grizzlies hanno scambiato Jaren Jackson Jr. e Desmond Bane pensando di non poter uscire dalla mediocrità della Western Conference. Ora, con le nuove regole, queste mosse potrebbero rivelarsi sbagliate.
La NBA ha già previsto la possibilità di revocare il sistema dopo il Draft 2029, segno che anche all’interno della lega c’è incertezza sulla sua efficacia. La fretta con cui è stata introdotta questa riforma solleva dubbi: è davvero la soluzione giusta per combattere il tanking, o rischia di creare nuovi problemi?