Il finanziamento da 220 milioni per rafforzare la sicurezza della Casa Bianca, compresa la nuova sala da ballo dell'ala Est voluta dal presidente Trump, è in bilico. Nonostante la richiesta iniziale fosse di un miliardo di dollari, il Senato si trova ora a dover valutare questa spesa all'interno di un pacchetto più ampio da 72 miliardi per ICE e pattuglia di confine.
La proposta, che include anche 180 milioni per una nuova struttura di screening dei visitatori e 100 milioni per la sicurezza degli eventi nazionali ad alto profilo, sta incontrando una forte resistenza tra i repubblicani. Il leader della maggioranza al Senato, John Thune, ha cercato di minimizzare il legame con la sala da ballo, sostenendo che la sicurezza legata all'espansione dell'ala Est rappresenta solo il 20% della richiesta totale.
«Il salone viene finanziato privatamente», ha dichiarato Thune, ma molti senatori non sembrano convinti. Tra questi, il senatore John Kennedy (R-La.) ha già preparato un emendamento per ridurre di un miliardo di dollari il pacchetto complessivo, al fine di compensare il finanziamento per la sicurezza.
«Non è la mia scelta preferita», ha ammesso il senatore Roger Wicker (R-Miss.), mentre il direttore del Servizio Segreto, Sean Curran, ha cercato invano di convincere i colleghi durante un incontro a porte chiuse.
Anche alla Camera la situazione non è più semplice. Il presidente della Camera, Mike Johnson, si trova con una maggioranza risicata e il deputato repubblicano Brian Fitzpatrick, rappresentante di un distretto in bilico, ha già dichiarato:
«Non succederà qui».
Dall'altra parte dell'aula, i democratici non perdono l'occasione per criticare la proposta. La senatrice Jacky Rosen (D-Nev.) presenterà emendamenti per eliminare i fondi destinati agli upgrade di sicurezza dell'ala Est, mentre il leader della minoranza al Senato, Chuck Schumer, ha dichiarato:
«Gli americani non vogliono una corsa al salone della Casa Bianca. Vogliono che il Congresso riduca i costi e investa nella sicurezza pubblica».