Truffatori specializzati in criptovalute stanno approfittando della chiusura dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran per diffondere false richieste di pagamento in tether (USDT) e bitcoin (BTC). Secondo un report di Reuters, la società greca MARISKS, specializzata nella gestione del rischio marittimo, ha avvertito gli armatori di navi bloccate nella zona occidentale del Golfo Persico di diffidare di messaggi sospetti che promettono "liberatorie" in cambio di criptovalute.

Le comunicazioni, apparentemente provenienti da autorità iraniane, chiedono il pagamento in criptovalute per garantire il transito sicuro delle navi. Tuttavia, MARISKS ha chiarito: "Questi messaggi specifici sono una truffa."

Le dichiarazioni contrastanti dell’Iran

La situazione si è ulteriormente complicata a causa di dichiarazioni contraddittorie da parte delle autorità iraniane. A inizio marzo, l’Iran aveva annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz, minacciando di "incenerire" qualsiasi nave che avesse tentato di attraversarlo a seguito degli attacchi statunitensi e israeliani. Successivamente, il 8 aprile, Hamid Hosseini, portavoce dell’Unione degli esportatori di petrolio iraniani, ha dichiarato che le autorità avrebbero inviato email agli armatori per organizzare pagamenti in bitcoin (BTC) in cambio del transito.

Queste affermazioni hanno generato ulteriore confusione: Hosseini ha sostenuto che i pagamenti in BTC sarebbero stati istantanei (in realtà richiedono diversi minuti), non tracciabili (il Bitcoin è una criptovaluta pubblica e tracciabile) e in grado di eludere le sanzioni (gli Stati Uniti hanno già sanzionato portafogli BTC iraniani).

Navi sotto attacco e false autorizzazioni

La situazione nello Stretto di Hormuz rimane estremamente volatile. Il 18 aprile, due navi indiane hanno tentato di attraversare lo stretto, convinte di aver ricevuto una falsa autorizzazione. Tuttavia, le forze iraniane hanno aperto il fuoco, costringendole a tornare indietro. Un video diffuso sui social mostra la nave cisterna indiana Sanmar Herald che implora le forze iraniane di cessare il fuoco.

Non è chiaro se le navi avessero ricevuto comunicazioni fraudolente dai truffatori. Lo stesso giorno, lo Stretto di Hormuz era stato riaperto brevemente, per poi essere chiuso nuovamente a causa del blocco navale imposto dagli Stati Uniti il 13 aprile. Secondo i report, diverse navi da crociera con passeggeri a bordo sono riuscite a fuggire durante la breve riapertura, ma sono state colpite dal fuoco.

Solo domenica scorsa, gli Stati Uniti hanno sequestrato una nave cargo iraniana che aveva tentato di forzare il blocco. Attualmente, si stima che 20.000 navi siano bloccate nel Golfo Persico.

Tensioni in corso e negoziati di pace

La scorsa settimana, Stati Uniti e Iran hanno avviato negoziati che hanno portato a una tregua di 10 giorni, scaduta ieri. Sono in programma ulteriori trattative questa settimana. Secondo le regole attuali, alcuni paesi asiatici, tra cui Pakistan, India e Filippine, possono ancora attraversare lo Stretto. Anche le navi cinesi avrebbero transitato senza problemi, e il presidente Xi Jinping ha sollecitato la riapertura permanente della rotta.

Fonte: Protos