Il celebre Peter Parker inizia Spider-Man: Into the Spider-Verse con una dichiarazione che sembra definitiva: «C’è un solo Spider-Man, e sono io». Tuttavia, il film dimostra fin da subito che questa affermazione è destinata a essere smentita. Prima ancora che Miles Morales prenda il suo posto dopo la morte di Peter, e ancor prima dell’arrivo di vari Spider-Man provenienti da universi paralleli, tra cui Peter B. Parker, il messaggio è chiaro: il vero potere del franchise risiede nella sua capacità di reinventarsi.
Secondo Oren Uziel, showrunner della nuova serie Spider-Noir in arrivo su Prime Video, questa varietà di approcci narrativi è una risorsa straordinaria. «So che sono in lavorazione altri progetti legati al Multiverso» ha dichiarato Uziel a SFX Magazine (via Total Film). «Ho parlato con chi ci sta lavorando e sono davvero entusiasmanti. Seguono una formula simile a quella di Spider-Noir: prendono un genere consolidato e lo elevano inserendo una variante di Spider-Man. È un’opportunità unica, che apre a un mondo di possibilità».
Spider-Noir porterà sullo schermo il personaggio in live-action, interpretato ancora una volta da Nicolas Cage. La serie si svolgerà nel suo universo stilizzato degli anni ’40, dove il supereroe con il cappello fedora affronterà il gangster Silvermane, interpretato da Brendan Gleeson. Al suo fianco ci saranno Janet (Karen Rodriguez), segretaria e alleata fidata, Robbie Robertson (Lamorne Morris), giornalista investigativo, e forse Cat Hardy (Li Jun Li), femme fatale dal passato misterioso. Il trailer recente ha già mostrato alcuni dei nemici iconici del personaggio, come Sandman (Jack Huston) ed Electro (Joe Massingill), trasponendo in chiave noir i classici elementi del franchise.
Ma Spider-Noir non è l’unica novità. Il Multiverso di Spider-Man ha già dimostrato di poter spaziare tra generi e stili diversi. Spider-Ham, ad esempio, è stato uno dei personaggi più divertenti di Into the Spider-Verse: una versione cartoonistica del supereroe, capace di evocare martelli giganti e lasciare uccelli cantanti intorno ai suoi avversari. Questo personaggio, nato dai fumetti Marvel nel 1983, ha una storia consolidata e ha già fatto la sua comparsa in altri media, oltre a un cortometraggio incluso nelle edizioni home video del film.
E non è finita qui. Il franchise ha introdotto personaggi con un seguito di culto nei fumetti, come Spider-Gwen (Hailee Steinfeld) e Spider-Man 2099 (Oscar Isaac), ma anche figure meno esplorate, come Spider-Mobile (Peter Parkedcar) e Spider-Rex (Pter Ptarker). A questi si aggiunge Spider-Punk, già in sviluppo con Daniel Kaluuya nei panni di Hobie Brown. Ogni variante offre una prospettiva unica, dimostrando che non esiste un solo modo di essere Spider-Man.
«Il Multiverso di Spider-Man non è solo una raccolta di personaggi, ma una tela narrativa infinita» ha aggiunto Uziel. «Ogni versione del personaggio porta con sé un genere, uno stile e un pubblico diverso. È un’opportunità straordinaria per raccontare storie che non abbiamo mai visto prima».
Con Spider-Noir in arrivo e nuovi progetti in cantiere, il futuro del franchise si preannuncia ricco di sorprese. Che si tratti di noir, commedia, fantascienza o avventura, il messaggio è chiaro: nel Multiverso di Spider-Man, ogni eroe ha la sua storia da raccontare.