Una raccolta di incubi firmati Junji Ito
Junji Ito è uno dei più grandi maestri dell'horror giapponese contemporaneo. Le sue opere, che spaziano dal manga ai media ispirati alle sue storie, hanno conquistato milioni di lettori in tutto il mondo. Tra i suoi lavori più celebri ci sono le raccolte di racconti brevi, che offrono squarci di terrore puro. Statues: Junji Ito Story Collection è l'ultima uscita di Viz Media, una nuova antologia che riunisce 10 storie tratte dal suo repertorio più inquietante.
Dieci storie, un'unica ossessione: il terrore senza tempo
La raccolta include opere pubblicate originariamente in Giappone tra il 1990 e il 1992, alcune delle quali mai tradotte prima in inglese. Ecco i titoli che compongono Statues:
- "Red Thread" (Fil rouge)
- "The Giver" (Il donatore)
- "The Bridge" (Il ponte)
- "The Circus has Come to Town" (Il circo è arrivato in città)
- "Hornet Nest" (Nido di vespe)
- "Town of Maps" (Città delle mappe)
- "Statues" (Statue)
- "Die Young" (Muori giovane)
- "Scarecrow" (Lo spaventapasseri)
- "Suicide Note" (Biglietto di suicidio)
Nonostante la loro età, queste storie non sembrano affatto datate. Il genio di Ito risiede nella capacità di creare atmosfere senza tempo, dove l'orrore si insinua tra le pieghe della realtà quotidiana.
Dall'orrore fisico alle atmosfere surreali
Il volume si apre con "Red Thread", una storia di body horror che introduce il lettore nel mondo disturbante di Ito. Dopo una rottura, il giovane Tomo Ishii scopre un filo rosso che gli attraversa il polso, il braccio e lo stomaco, impossibile da tagliare. Il nonno suggerisce che possa trattarsi di un senninbari, un amuleto giapponese, ma presto si rivela qualcosa di molto più sinistro.
"Statues", invece, parte da una serie di morti misteriose legate a un'aula di arte scolastica. La protagonista, Rumi, inizia a sospettare che qualcosa non vada in quel luogo apparentemente innocuo. La tensione cresce lentamente, fino a rivelare un orrore che si cela dietro le apparenze.
Non mancano poi storie più tradizionali, come "The Bridge", in cui una donna anziana è perseguitata dagli spiriti di chi è morto prima di lei. Quando il nipote accetta di aiutarla, scopre oscuri segreti sulla loro città natale. "The Circus has Come to Town" porta invece il lettore in un circo apparentemente magico, ma che nasconde una minaccia letale per chi vi si avvicina troppo.
Un mix di terrore e surrealismo
Alcune delle storie di Statues sono genuinamente spaventose, mentre altre sfiorano il surrealismo, quasi come episodi di The Twilight Zone. Ito dimostra ancora una volta la sua capacità di mescolare elementi grotteschi e psicologici, creando atmosfere che rimangono impresse nella mente del lettore. Nonostante la loro brevità, questi racconti riescono a trasmettere una sensazione di disagio profondo, tipica dello stile dell'autore.
Un'occasione per (ri)scoprire il genio di Junji Ito
Statues: Junji Ito Story Collection è un volume imperdibile per gli appassionati di horror e per chi vuole avvicinarsi per la prima volta al lavoro di uno dei maestri del genere. Le sue storie, che spaziano dal body horror all'orrore psicologico, confermano ancora una volta perché Ito è considerato un punto di riferimento per l'horror giapponese contemporaneo.