Steve Tisch, proprietario dei New York Giants, è tornato nel draft room della squadra dopo aver trasferito le sue quote societarie a un trust per i figli. La sua presenza, accompagnata da applausi formali, ha riacceso le polemiche su presunti legami con Jeffrey Epstein, il defunto accusato di abusi sessuali.

Secondo documenti recentemente resi pubblici, inclusi file di Epstein, Tisch sarebbe stato coinvolto in scambi di favori attraverso incontri organizzati dall’ex accusato. Nonostante le accuse e le domande sollevate da più testate, la NFL non ha avviato alcuna indagine nei suoi confronti.

La lega ha difeso la sua decisione, sostenendo che Tisch non è più un proprietario attivo. Tuttavia, il suo ruolo come presidente del consiglio di amministrazione dei Giants rimane invariato, e non ci sono segnali che la NFL intenda intervenire.

Questa vicenda solleva dubbi sulla coerenza delle politiche disciplinari della NFL, che spesso applica standard diversi per giocatori e proprietari. Nonostante le dichiarazioni ufficiali sulla necessità di un comportamento esemplare, la lega sembra chiudere un occhio di fronte a figure potenti come Tisch.