Smettere di fumare è una delle sfide più difficili per chi è dipendente dalla nicotina. Secondo le statistiche, due terzi degli adulti fumatori vorrebbero abbandonare il vizio, ma solo il 10% ci riesce. Le conseguenze sono gravi: milioni di persone muoiono ogni anno a causa del tabagismo.
Un recente studio pubblicato sul Journal of Psychiatric Research suggerisce che una tecnica non invasiva, nota come stimolazione magnetica transcranica ripetitiva (rTMS), potrebbe offrire una nuova speranza. Questa metodologia utilizza potenti impulsi magnetici per modulare l’attività neurale in specifiche aree del cervello, già impiegata con successo per trattare depressione, dolore cronico e disturbo ossessivo-compulsivo.
Il team di ricercatori, guidato dal professor Xingbao Li della Medical University of South Carolina, ha testato la rTMS su 45 fumatori intenzionati a smettere. Ogni partecipante ha ricevuto 15 sessioni di trattamento. I risultati sono stati incoraggianti: chi ha ricevuto stimolazioni ad alta frequenza nella corteccia prefrontale dorsolaterale (area legata al controllo e alle decisioni) ha ridotto il consumo di sigarette di circa 11 al giorno, rispetto a una diminuzione di 5 per chi ha ricevuto stimolazioni nella corteccia orbitofrontale mediale (responsabile di ricompensa e desiderio). Il gruppo di controllo, trattato con una stimolazione fittizia, ha registrato una riduzione di sole 6 sigarette.
«È una medicina di precisione», ha dichiarato Li, che sta già esplorando l’applicazione della rTMS anche per la dipendenza da metanfetamina e alcol. «Adattiamo il trattamento in base alle specifiche esigenze del cervello di ogni paziente».
Questa scoperta apre a nuove prospettive per la lotta contro la dipendenza da nicotina, offrendo una soluzione alternativa ai tradizionali metodi di disassuefazione.