Negli ultimi mesi, l’amministrazione Trump ha intrapreso una serie di azioni che stanno rimodellando la politica estera statunitense, spesso in modo imprevedibile e destabilizzante. Tra queste, la cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro, le minacce di annettere la Groenlandia e le pressioni sul governo comunista di Cuba per destabilizzarne il regime. Ma l’iniziativa più controversa rimane senza dubbio l’attacco all’Iran, che secondo le stime avrebbe causato migliaia di vittime e interrotto il transito nello Stretto di Hormuz, cruciale per un quinto del petrolio mondiale.
Queste mosse, apparentemente ispirate a una logica di potenza imperiale, nascondono in realtà una strategia diversa, secondo Daniel Immerwahr, storico dell’Università Northwestern e autore del libro How to Hide an Empire: A History of the Greater United States. Immerwahr sostiene che Trump non stia cercando di ricostruire l’impero americano, ma piuttosto di smantellare il sistema internazionale liberale, costruito dagli Stati Uniti dopo la Seconda guerra mondiale.
L’imperialismo di Trump: una strategia di "cannibalizzazione"
«Molti vedono nelle guerre di Trump un ritorno all’imperialismo», spiega Immerwahr. «In realtà, sta cannibalizzando l’impero attraverso una politica estera fatta di azioni rapide e isolate, senza una visione a lungo termine». In un’intervista rilasciata al podcast More To The Story, lo storico analizza l’attacco all’Iran, le ragioni dietro la frammentazione dell’ordine postbellico e le conseguenze di una politica estera così impulsiva.
Secondo Immerwahr, le azioni di Trump non mirano a consolidare il potere statunitense, ma a minare le istituzioni internazionali che hanno garantito stabilità per decenni. Questo approccio, definito «hit-and-run», rischia di lasciare un vuoto di potere difficile da colmare, con ripercussioni globali.
Le conseguenze di una politica estera senza freni
Le decisioni unilaterali di Trump stanno già avendo effetti tangibili: dalla destabilizzazione del Medio Oriente alla tensione con alleati storici come il Canada. Gli esperti avvertono che, se non contrastata, questa strategia potrebbe portare a un mondo più frammentato, in cui la cooperazione internazionale diventa sempre più difficile.
«Trump sta smantellando ciò che gli Stati Uniti stessi hanno costruito», conclude Immerwahr. «E il rischio è che, una volta distrutto, nessuno sarà in grado di ricostruirlo».