Un uomo di 63 anni in Norvegia è stato dichiarato in remissione a lungo termine dall’HIV dopo aver ricevuto un trapianto di cellule staminali dal fratello. Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature Microbiology, rappresenta il primo caso documentato in cui la remissione è avvenuta grazie a un donatore familiare portatore di una rara mutazione genetica.
Il paziente, soprannominato il "paziente di Oslo", è stato sottoposto a un trapianto di cellule staminali ematopoietiche allogeniche (HSCT) per trattare una mielodisplasia, una condizione che colpisce il midollo osseo. Cinque anni dopo l’intervento, i ricercatori hanno confermato la sua remissione analizzando campioni di sangue, intestino e midollo osseo: non è stato rilevato alcun reservoir virale.
La mutazione CCR5Δ32 e il ruolo chiave nella remissione
La maggior parte dei casi di remissione dell’HIV dopo trapianto di cellule staminali ha coinvolto donatori con la mutazione CCR5Δ32, che conferisce resistenza al virus. Questa mutazione impedisce alle cellule di esprimere i recettori CCR5, utilizzati dall’HIV per infettare le cellule immunitarie. Il fratello del paziente di Oslo era portatore di questa mutazione.
Tuttavia, secondo gli esperti, la mutazione non è l’unico fattore determinante. Steven Deeks, professore di medicina presso l’UCSF, ha sottolineato che questo caso rappresenta un passo avanti nella comprensione dei meccanismi che portano alla remissione dell’HIV, anche se non costituisce una soluzione applicabile alla maggior parte dei pazienti.
«Questo caso dimostra che la remissione a lungo termine è possibile, ma non è ancora una cura per tutti. Tuttavia, ci aiuta a comprendere meglio come il sistema immunitario possa controllare il virus senza terapia antiretrovirale».
HIV: progressi e sfide verso una cura definitiva
Nonostante i notevoli progressi nella prevenzione e nel trattamento dell’HIV, con terapie come la PrEP e la terapia antiretrovirale (ART), una cura definitiva rimane ancora fuori portata. I casi di remissione, seppur rari, offrono speranza e nuove prospettive di ricerca.
Attualmente, solo pochi pazienti in tutto il mondo hanno raggiunto una remissione simile a quella del paziente di Oslo. Questi casi, seppur eccezionali, sono fondamentali per studiare come eliminare i reservoir virali nascosti e sviluppare strategie terapeutiche più efficaci.