La Virginia blocca la mappa truccata democratica
Dopo la sentenza della Corte Suprema statunitense nel caso Callais v. Louisiana, i democratici hanno subito un nuovo duro colpo nella battaglia per il controllo delle circoscrizioni elettorali. La Corte Suprema della Virginia ha infatti invalidato la nuova mappa congressuale, pesantemente manipolata a favore del Partito Democratico e approvata dai cittadini in un referendum lo scorso mese.
Con una decisione a maggioranza di 4 a 3, i giudici hanno stabilito che il legislativo statale aveva aggirato le procedure costituzionali per sottoporre la proposta al voto. Se fosse entrata in vigore, la mappa avrebbe garantito ai democratici una schiacciante maggioranza di 10 a 1, ma ora resterà in vigore l’assetto attuale, che assegna 6 seggi ai repubblicani e 5 ai democratici. In un anno favorevole al Partito Blu, il rapporto potrebbe addirittura evolversi in 8 a 3.
Gerrymandering: la strategia repubblicana paga
Nonostante un contesto politico nazionale sfavorevole per i repubblicani, l’esito di questa battaglia per il ridisegno delle circoscrizioni ha permesso loro di limitare i danni. Secondo le proiezioni, a novembre la Camera dei rappresentanti potrebbe risultare composta da circa dieci seggi in più per i repubblicani rispetto a quanto sarebbe accaduto senza questa contesa.
Trump: "Io sono con voi, non con loro"
Il motto "I’m with you" è stato uno dei cavalli di battaglia di Donald Trump sin dal 2016, quando riuscì a ribaltare lo slogan di Hillary Clinton "I’m with her". Trump ha sempre presentato sé stesso come il difensore del popolo americano, contrapponendosi all’élite politica che, secondo lui, agiva solo per i propri interessi.
Nel 2024, questa strategia retorica è stata ripresa contro Kamala Harris: "Kamala è per loro. Io sono per voi". Nonostante le critiche per il suo egoismo e le accuse di essere un manipolatore, Trump è riuscito a convincere una parte dell’elettorato di essere l’unico leader "con il popolo".
"I suoi avversari hanno cercato di dimostrare che le sue politiche danneggiavano la popolazione, ma di fronte alla sua demagogia, questi argomenti sono caduti nel vuoto. La gente sentiva che lui era dalla loro parte, che parlava per loro."
Il potere della demagogia
Un demagogo efficace deve mantenere il controllo sulla sua vanità. Trump, con la sua capacità di parlare direttamente alle preoccupazioni della gente comune, è riuscito a costruire un’immagine di leader vicino ai cittadini. Tuttavia, la sua efficacia potrebbe vacillare se la vanità dovesse prendere il sopravvento, rendendolo meno credibile agli occhi dell’elettorato.
Prossimi appuntamenti: MAGA Mondays con Sam Stein e Will Sommer
Oggi, in occasione del consueto appuntamento MAGA Mondays, Sam Stein e Will Sommer discuteranno della statua dorata di Trump e delle ultime notizie dal mondo della politica più estrema. L’incontro andrà in onda alle 10:00 EDT su Substack e YouTube.
La statua dorata di Donald Trump, esposta al Trump National Doral di Miami, è diventata un simbolo delle sue ambizioni e del suo culto personale. Un’immagine che ben rappresenta la sua retorica "Io sono con voi", ma che allo stesso tempo solleva interrogativi sulla sua capacità di mantenere questa promessa.