Andy Serkis aveva solo pochi anni quando suo padre sparì improvvisamente, rinchiuso in una sacca nera. Prima di quel momento traumatico, la sua infanzia era stata segnata da una vita cosmopolita. Nato e cresciuto a Ruislip Manor, nella periferia ovest di Londra, Serkis è figlio di Lylie, una madre inglese di origini irachene, e di Clement, un padre iracheno-armeno. Fu proprio in Iraq che il padre contribuì alla costruzione di un ospedale a Baghdad, un’impresa che portò Serkis a trascorrere parte della sua giovinezza in Medio Oriente.
Tutto cambiò quando Clement, dopo l’ascesa al potere di Saddam Hussein, pronunciò un discorso apertamente critico nei confronti del regime baathista. «Quel gesto gli costò caro», racconta Serkis decenni dopo, ricordando gli anni bui dell’Iraq sotto la dittatura. «Scomparve per due mesi. Non sapevamo se fosse vivo o morto». Solo in seguito si scoprì che era stato incarcerato. Una volta liberato, lasciò il paese. L’ospedale, simbolo del suo impegno, fu poi sequestrato dalle truppe americane e trasformato in una base militare. Né Serkis né la sua famiglia vi hanno mai più messo piede dagli anni ’80.
«Credo di aver imparato presto cosa significa il potere e il suo abuso», afferma Serkis. Una lezione che avrebbe segnato profondamente la sua vita e la sua carriera.
Un’infanzia orwelliana
Il tema del potere e della sua corrosione è rimasto impresso nella mente di Serkis, diventando un elemento centrale della sua arte. Non a caso, tra i suoi ruoli più celebri ci sono quello di Gollum, il personaggio tormentato e ossessionato dall’Anello in Il Signore degli Anelli, e quello di Cesare, il leader carismatico e poi corrotto nella trilogia Planet of the Apes. Ma è la sua infanzia in Iraq, tra incertezze e abusi di potere, a risuonare ancora oggi nelle sue parole.
Durante un incontro a New York, in un elegante ristorante dell’Upper East Side, Serkis gusta un piatto di polpo. È lì che ripercorre le tappe di una carriera che lo ha visto trasformare la recitazione in un’arte innovativa, grazie alla motion capture. Ma il discorso torna spesso a Animal Farm, il progetto a cui ha lavorato per oltre un decennio e che finalmente vede la luce.
Animal Farm: un sogno lungo vent’anni
«Lessicai La fattoria degli animali di George Orwell quando avevo 11 o 12 anni, tornando a casa da scuola in autobus», racconta Serkis. «All’inizio mi colpì come una favola, perché parlava di animali. Ma sotto quella superficie innocente c’era qualcosa di sinistro. Fu la prima volta che un libro mi colpì così profondamente».
Serkis ammette che la sua esperienza personale con il regime baathista potrebbe averlo aiutato a cogliere appieno il messaggio del romanzo. «Vedevo chiaramente le dinamiche dei processi farsa e della persecuzione del proletariato da parte dell’élite», spiega. «Un’immagine che mi è rimasta impressa e che ha acquistato ancora più senso quando ho iniziato a pensare di adattare il libro per il grande schermo».
Il progetto, iniziato nel 2008, ha richiesto anni di lavoro, tra sceneggiatura, animazione e ricerca di finanziamenti. Ora, finalmente, Animal Farm è diventato un film d’animazione in cui Serkis non solo recita, ma veste anche i panni del produttore e regista. Un’opera che, come il romanzo, parla di rivoluzione, tradimento e speranza tradita, temi che risuonano ancora oggi in un mondo segnato da nuove forme di autoritarismo.
Il potere, la recitazione e la passione per gli animali
Serkis non nasconde il suo impegno anche fuori dallo schermo. Da sempre appassionato di animali, ha fondato la Imaginarium Studios, una società specializzata in motion capture, e si dedica a progetti di conservazione. «Gli animali sono creature straordinarie», afferma. «Hanno una dignità e una complessità che spesso sottovalutiamo».
La sua carriera, segnata da ruoli iconici e innovazioni tecniche, è anche una testimonianza di resilienza. Dalle difficoltà dell’infanzia in Iraq alla consacrazione come uno dei più grandi attori della sua generazione, Serkis ha sempre trasformato le sue esperienze in arte. E ora, con Animal Farm, porta sullo schermo una storia che, a distanza di decenni, continua a parlare al mondo di oggi.