Le azioni delle società legate alle criptovalute hanno registrato un’impennata fino al 18% lunedì, dopo la notizia di un accordo bipartisan su una norma fondamentale riguardante le stablecoin nell’ambito del CLARITY Act, una proposta di legge statunitense sulle criptovalute che da mesi era bloccata al Congresso.
Il provvedimento introduce un quadro normativo per i digital commodities, definiti come asset digitali che traggono valore da una blockchain, e attribuisce alla Securities and Exchange Commission (SEC) e alla Commodity Futures Trading Commission (CFTC) il potere di regolamentare le criptovalute. Il Senato statunitense ha in programma una votazione sulla normativa entro la fine del mese.
In particolare, Coinbase Global (COIN) ha registrato un rialzo del 7%, mentre Circle Internet Group (CRCL) ha guadagnato oltre 18% durante la sessione pomeridiana. Coinbase è uno dei principali distributori della stablecoin USDC di Circle.
L’accordo raggiunto tra senatori repubblicani e democratici, Thom Tillis (R-N.C.) e Angela Alsobrooks (D-Md.), limita la possibilità per le società di criptovalute di offrire rendimenti e premi sulle stablecoin, una misura che mira a evitare la fuga dei depositi verso piattaforme non bancarie. La notizia è stata anticipata da Punchbowl News.
Il nodo centrale riguarda la possibilità per gli emittenti di stablecoin di offrire prodotti con rendimento, come avviene per i depositi bancari tradizionali. Secondo Reuters, le società del settore hanno sostenuto di dover offrire incentivi per rimanere competitive. La versione finale del testo, però, vieta il pagamento di rendimenti sui depositi di stablecoin, riservando questa facoltà alle banche, ma consente premi legati a operazioni di trading, transazioni o staking, come riportato da CNBC.
«Alla fine, le banche sono riuscite a imporre maggiori restrizioni sui premi, ma abbiamo salvaguardato ciò che conta davvero: la possibilità per gli americani di ottenere rendimenti basati sull’effettivo utilizzo delle piattaforme e delle reti crypto.»
Faryar Shirzad, chief policy officer di Coinbase, su X (ex Twitter).
Anche il CEO di Coinbase, Brian Armstrong, ha commentato positivamente l’accordo, scrivendo su X: «Segnatelo come un passo avanti».
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha fatto della riforma delle criptovalute una priorità durante il suo secondo mandato. Tuttavia, critici e osservatori hanno sollevato dubbi sulla sua promozione aggressiva di iniziative favorevoli al settore crypto, soprattutto alla luce dei possibili conflitti di interesse legati ai suoi investimenti personali nel comparto.