Per anni, quando pensavo allo studio finlandese Housemarque, l’unico titolo che mi veniva in mente era Super Stardust HD. Quel shoot ’em up del 2007 mi aveva talmente appassionato che alcune delle sue animazioni di esplosioni di particelle sono rimaste impresse nella mia memoria. Resogun, del 2013, mi era piaciuto, ma non ho mai trovato il tempo di completare Returnal nel 2021.
In un certo senso, è stato un bene: mi sono presentato al nuovo Saros, l’ultimo nato di Housemarque, con occhi completamente nuovi e senza aspettative. E quei nuovi occhi hanno apprezzato ciò che hanno visto, al punto da farmi pensare che Super Stardust HD possa finalmente essere archiviato nella mia mente. Non potrei essere più soddisfatto.

Immagine via Housemarque
Un’esperienza visiva senza precedenti
Saros è uno sparatutto in terza persona che, prima di tutto, è un banchetto per gli occhi. Come si suol dire, "gli occhi mangiano per primi", e su PS5 Pro il gioco si rivela uno spettacolo in ogni dettaglio: immagini in 4K fluide come il burro, con alcuni dei paesaggi ambientali più mozzafiato mai visti. La fedeltà grafica si estende anche ai proiettili colorati che Arjun Devraj, il protagonista, deve affrontare mentre cerca vita (e altro) sul pericoloso ma affascinante pianeta alieno Carcosa, dove il tempo sembra avere una volontà propria.
Combattimenti fluidi e progressione strategica
Oltre alla sua straordinaria veste grafica, Saros si distingue per essere uno dei migliori sparatutto in terza persona degli ultimi anni. Lo schema di controllo è eccellente: ogni input è preciso e soddisfacente, rendendo il combattimento estremamente fluido. Sparare ai nemici, sincronizzare i reload attivi alla Gears of War, schivare o bloccare i proiettili per restare in vita: ogni azione è pura soddisfazione. È un piacere genuino giocare, e si ha la sensazione che Housemarque abbia raggiunto il suo apice in termini di gameplay.
Durante le varie partite, Arjun acquisisce abilità e potenziamenti che, in alcuni momenti, ricordano un roguelike. Tuttavia, a differenza dei classici titoli del genere, Saros offre un albero delle abilità e degli attributi che spinge la progressione in avanti. Qui non si tratta solo di "imparare a combattere", ma di accumulare valuta e giocare più a lungo per potenziare il personaggio. Detto questo, il gioco non è affatto semplice: con il passare del tempo, i combattimenti diventano più gestibili, ma restano una sfida che richiede, a volte, un’esecuzione perfetta.
Il titolo include anche una buona dose di traversata e piattaforme tra le diverse location uniche del pianeta Carcosa, un’aggiunta che arricchisce ulteriormente l’esperienza. Saros è il tipo di gioco perfetto per mettersi della musica, rilassarsi e correre in giro a sparare, cercando al contempo di salire di livello. E questo genere di atmosfera è ciò che amo di più.
Un uso intelligente dei controller DualSense
Devo ammettere che ho sempre disattivato gli trigger adattivi del controller DualSense della PS5 perché li trovavo ingombranti e fastidiosi. Tuttavia, Saros li utilizza in modo così efficace da farmi ricredere. La resistenza variabile durante i combattimenti intensi e i feedback tattili aggiungono un ulteriore livello di immersione, rendendo ogni azione ancora più coinvolgente.
In sintesi, Saros non è solo un titolo che si apprezza per la sua estetica, ma anche per la profondità del suo gameplay. È un’esperienza che merita di essere vissuta, soprattutto su PS5 Pro, dove ogni dettaglio brilla in tutta la sua gloria.