Le cellule tumorali con cromosomi extra diventano più aggressive
Un nuovo studio della Tulane University suggerisce che le cellule tumorali con cromosomi extra potrebbero essere responsabili della diffusione più rapida e aggressiva dei tumori. La ricerca, pubblicata sulla rivista Journal of Cell Biology, getta nuova luce su un fenomeno che finora rimaneva poco chiaro: come mai alcune cellule tumorali diventano particolarmente invasive e resistenti alle terapie.
La scoperta chiave: stress cellulare e mobilità
Gli scienziati hanno osservato che, quando le cellule animali acquisiscono cromosomi extra, attivano una risposta di stress che le rende più mobili e in grado di inglobare le cellule vicine. Questo processo è mediato da un enzima chiamato JNK, che innesca una cascata di eventi molecolari.
Per verificare questa ipotesi, i ricercatori hanno condotto esperimenti su cellule di moscerino della frutta e su cellule di carcinoma polmonare umano. Quando hanno inibito l’enzima JNK, le cellule polipoidi hanno mostrato una ridotta capacità di migrare attraverso i tessuti, suggerendo un possibile bersaglio terapeutico.
Implicazioni per la terapia antitumorale
La maggior parte delle cellule animali è diploide, cioè possiede due set di cromosomi. Le cellule polipoidi, invece, ne hanno di più. Normalmente, queste cellule non sono pericolose: nei tessuti come cuore e fegato, dove l’attività delle cellule staminali è limitata, possono addirittura favorire la rigenerazione e la riparazione dei danni. Nei tumori, tuttavia, questo meccanismo è associato a resistenza alle terapie e aggressività.
«I nostri risultati indicano che lo stress interno che aiuta le cellule polipoidi a sopravvivere può anche renderle più mobili e competitive», afferma Wu-Min Deng, autore principale dello studio e professore di biochimica e biologia molecolare alla Tulane University School of Medicine.
Nel contesto tumorale, questo comportamento permette alle cellule più aggressive di sopravvivere e diffondersi a discapito di quelle meno resistenti.
Nuove prospettive per contrastare i tumori resistenti
«Le cellule polipoidi indotte non sono solo resistenti allo stress, ma anche reattive, adottando comportamenti tipici delle cellule immunitarie o invasive»
«Questo studio dimostra che targeting le vie di segnalazione dello stress nelle cellule polipoidi potrebbe rappresentare una nuova strategia per limitare l’invasione tumorale», conclude Deng.
La ricerca apre la strada a terapie mirate contro i tumori più difficili da trattare, offrendo speranza per pazienti con forme aggressive di cancro.
Fonti
Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Journal of Cell Biology ed è stato condotto presso la Tulane University School of Medicine.