Il movimento per il clima affronta venti contrari, ma la determinazione, il coraggio e la creatività che lo hanno guidato per decenni non sono mai venuti meno. Medici curano i pazienti in un pianeta in trasformazione, finanziatori cercano nuove risorse per progetti ambientali e sociali, e comunicatori diffondono conoscenza per cambiare la cultura collettiva. In occasione dell’Earth Month, Grist ha intervistato leader climatici statunitensi per scoprire come mantengono alta la motivazione e continuano a spingere per un cambiamento reale.
Le loro risposte ricordano che le vittorie esistono, i progressi sono possibili e l’ispirazione può arrivare in modi inaspettati. Le interviste, condotte via email, sono state leggermente modificate per chiarezza e sintesi.
Gaurab Basu: il medico che unisce salute e clima
Gaurab Basu è medico di base, professore associato presso il Brigham and Women’s Hospital, la Harvard Medical School e la Harvard T.H. Chan School of Public Health. È un pioniere nell’integrazione dell’educazione climatica nei programmi di studio medici e studia gli impatti del cambiamento climatico sulla salute, sia negli Stati Uniti che all’estero.
Cosa ti ha spinto a lavorare sulle soluzioni climatiche?
Il rapporto IPCC del 2018 è stato un momento di svolta per me. Studiavo da anni le disuguaglianze sanitarie globali e come i sistemi sociali negli USA influenzino salute e malattie. Quel rapporto ha reso chiaro che il cambiamento climatico era al centro di tutto ciò che mi stava a cuore, sia professionalmente che personalmente. Ha cambiato radicalmente la mia visione del mondo e il senso di responsabilità. Da allora, ho lavorato per incorporare le soluzioni climatiche in ogni aspetto del mio lavoro.
Come è cambiata l’azione climatica negli ultimi 5-10 anni?
Abbiamo assistito alla nascita di un movimento senza precedenti per il clima. Non ho mai visto così tante persone appassionate a proteggere il nostro pianeta, ancorate alla responsabilità di salvaguardare la salute delle persone e il futuro delle generazioni a venire. Abbiamo fatto grandi progressi nel dimostrare che il cambiamento climatico è una questione di salute pubblica. Tuttavia, abbiamo anche assistito a un rifiuto senza precedenti della scienza e a una regressione senza precedenti sui traguardi raggiunti. Molto di ciò che davamo per scontato — finanziamenti per la scienza, la medicina e l’aiuto internazionale — mi ha fatto apprezzare quanto straordinari siano stati i progressi ottenuti grazie a questi fondi.
Non ho illusioni sulle sfide che ci attendono, ma credo profondamente che possiamo catalizzare una nuova era in cui finanziamo la scienza, creiamo politiche durature e ci impegniamo a proteggere il pianeta e le persone. Nonostante le difficoltà, tante persone continuano a lavorare con determinazione per fare la differenza.
Qual è il tuo consiglio per restare motivati e fare la differenza?
Non esiste una risposta unica, ma la chiave è trovare ciò che ci appassiona e ci dà speranza. Per me, è vedere come le soluzioni climatiche migliorano la salute delle comunità. È fondamentale anche costruire reti di supporto e celebrare i piccoli traguardi. La motivazione nasce dall’azione collettiva, non dall’isolamento.